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17 dicembre 2015

Il risveglio del blog


Caspita quanto è passato dall'ultima volta in cui mi sono messo dietro a questa tastiera per scrivere. Nonostante sia passato più di un anno sento tutti gli argomenti (che mi sono prontamente andato a rileggere) così attuali... Chiariamo subito: la mia vita ha preso finalmente una svolta e ormai quei post depressi colorati di un cupo grigio sono passati. Ho obiettivi chiari e vedo dei binari da percorrere, non importa che la strada sia giusta... Al mio fianco c'è sempre Prisca che, tra alti e bassi, mi supporta e mi rende la vita di ogni giorno un po' più semplice. Non sono più appassionato di feste distruttive, ma preferisco spendere le mie serate guardando qualche film o serie tv (si sto diventando vecchio). Ho cominciato anche a scrivere una breve storia nel frattempo, ma, data la mia evidente incapacità a scrivere, ho abbandonato dopo le prime dieci pagine. Solitamente ciò che inizio lo porto a termine, quindi mai dire mai nella vita; nel frattempo mi accontento di leggere e cercare di imparare come rendere per iscritto tutto ciò che passa nella mia testa. Negli ultimi mesi ho rivalutato particolarmente le mie amicizie, constatando che i veri amici sono veramente pochi (come se non lo avessi già saputo) e che gran parte delle persone sono presenti solo nel momento del bisogno... LORO... Che poi in fin dei conti io non sono molto diverso. Come al solito sono sempre bravo a giudicare ma non a vedere obiettivamente le mie azioni.
Insomma in poche parole tutto è cambiato, ma allo stesso tempo nulla lo è. Io resto il solito sognatore che si fida troppo delle persone e che è sempre disposto a perdonare e vedere solamente come salvare le varie situazioni. Ovviamente solo quando mi fa comodo. Ma in fondo penso ormai di aver capito che questo è il vero me stesso, senza quelle maschere che mi sono sempre accusato di portare. Non ne ho più bisogno e spero di non averne mai più bisogno in vita mia. Tante, troppe volte in questo blog ho parlato di cambiamento, senza veramente sapere di cosa parlavo. La mia nuova teoria è che il cambiamento sia costantemente e ossessivamente sopra di noi. Tutto è cambiamento. Tutto è perturbazione del nostro equilibrio. La nostra bravura deve essere nel fronteggiare il cambiamento e saper come reagire ad esso. Domani saremo una persona, seppur leggermente, diversa da oggi e questo è un dato di fatto. Il punto è che questo cambiamento di cui ho sempre parlato in fondo non esiste: non esiste un punto esatto dove si fa inversione di marcia e si torna indietro. Si tratta di una cosa talmente progressiva che non ce ne accorgiamo nemmeno. Andiamo avanti per quella che noi crediamo la nostra strada per poi voltarci indietro e realizzare quanto sia stata tortuosa la via sino ad ora. E una volta che realizzi questo capisci quanto nella tua vita ogni momento sia importante; ogni scelta è un piccolo passo verso la tua destinazione, ovunque essa sia. Io fortunatamente l'ho capito e ora provo a non lasciare più nulla al caso. 
E come ai vecchi tempi, sperando di riprendere a scrivere più costantemente, vi lascio con una canzone: non lasciate che i vostri demoni prendano il sopravvento :)

1 dicembre 2014

L'inquietudine del Natale



Finalmente è arrivato anche il periodo più odiato dell'anno: natale. Ebbene sì, io faccio parte di quella schiera di persone che vede il natale solo come una truffa legalizzata. Milioni di persone si riversano nei negozi per comprare regali che verranno prontamente bidonati entro la fine dell'anno. Natale è anche l'occasione per ritrovarsi molto spesso con parenti con i quali non vuoi avere nulla a che fare, ma che, nel segno della pace natalizia, cercano di sapere tutto della tua vita nonostante ne siano rimasti completamente estranei dallo scorso natale. E poi esistono quei mercatini frequentati dalla peggior specie di persone; da gente che sorride come se la propria vita fosse la migliore al mondo, ma che, nonappena finita questa farsa, torna ad essere più arrogante e burbera di prima. E come dimenticarsi delle nuove generazioni! Ragazzi dai 16 ai 25 anni che decidono che la migliore festa è la discoteca, dove possono cercare di raccattare qualche ragazza dal disperato bisogno di affetto per questi giorni super-coccolosi. Fidanzatini che si ritrovano sulle piste di pattinaggio a fare la dolce coppietta in cui lui o lei è l'unico in grado e l'altra metà sarà come un peso morto da trascinare, peso morto che non ha alcuna intenzione di imparare a pattinare forse perchè in verità le fa schifo. E questi li puoi ritrovare anche sulle piste da sci, dove il fenomeno può essere allargato alle "famiglie felici" che si fanno le vacanze sulla neve coi loro SUV in bella mostra e le varie pellicce da svariate migliaia di euro.
Tutto questo apparire può essere producente per le persone? Per i commercianti sicuramente si, ma mi riservo qualche dubbio per il volgo... Ormai stiamo perdendo ogni briciolo di valori, di ciò che potrebbe essere veramente bello nel natale: passarlo insieme alle persone che AMI (non con migliaia di parenti dei quali conosci a malapena il nome e non con la sciacquetta conosciuta alla viglia in disco mentre eri ubriaco), che non significa solo la famiglia, ma anche con gli amici, perchè loro, quelli veri, ormai rappresentano una seconda famiglia con la quale vale la pena restare.
Questo Natale per me sarà molto speciale perchè mi permetterà di tornare a casa, dove la mia famiglia mi sta aspettando da mesi e dove i miei amici sono pronti a farmi mille domande sulla mia esperienza. Il natale lo dedicherò tutto a loro, loro che mi hanno sopportato per tutti questi anni e che mi dovranno sopportare fino al letto di morte, perchè, come so che io non li abbandonerò mai, so anche che non sarò mai completamente solo finchè loro saranno nella mia vita.
E per il capodanno si vedrà... magari riesco a portare in Italia la mia Prisca, ma per adesso è solo un sogno.
Song of the day:  Breaking Benjamin - Breath

8 novembre 2014

Un anno (o quasi) assieme!

Oggi ero nel pieno far nulla, nel cazzeggio in attesa della serata, quando mi sono reso conto che oggi sono 11 mesi che questo blog è in piedi. Avrei voluto aspettare l'anniversario, ma, non sapendo nemmeno cosa farò domani, ho deciso di fare un po' il riepilogo di questo anno. Non ho idea di quanto lungo possa essere il post, ma tanto chissenefrega!

2013
- Ottobre: appena arrivato a Parma, appena iniziata l'università. Tutto nuovo, tutto bello, tutto assurdo. Davanti a me un cammino del quale non sono ancora sicuro. Non ho nessuno con cui parlare, è il periodo di solitudine più lungo della mia vita. L'unica persona che mi tiene a galla è JJ, una cotta pazzesca, per 24 ore al giorno non faccio altro che pensare a lei. Questo fino ad Halloween.

- Novembre: Le cose migliorano, ho trovato degli amici e anche 2 squadre di calcio con cui giocare. La mia situazione sentimentale è ai minimi storici: depressione e tentazioni di suicidarmi pervadono la mia mente. Fisicamente e mentalmente non ci sono, ma riesco ad incanalare tutto questo nell'università e la mia media è del 30. Ma che tristezza la vita...

- Dicembre: Con il freddo e l'inverno tutto si congela. Un mese che passa senza colpi di scena 
particolari; alti e bassi come al solito, ma questa è la vita... In compenso ho capito di aver trovato dei buoni amici e dei gran coinquilini. Il primo week-end sulle piste da sci mi ricarica le batterie fino alle meritate vacanze natalizie.

2014
- Gennaio: mese mooooolto complicato; sarà per gli esami, sarà perchè non riesco a staccarmi da JJ nonostante ormai abbia capito che lei non ci sarà mai per me... Ma è anche il mese in cui decido che fino a fine stagione sarò il portiere della squadra di calcio a 7. Scelta molto sofferta, ma fatta per amore verso una maglia che mi ha dato la possibilità anche quando non ero abbastanza per loro.

- Febbraio: per me, come per tutti gli studenti universitari significa solo una cosa: esami, esami, esami. Ma almeno così non penso più ai miei stupidi sentimenti. Finisco la sessione verso metà del mese, e quindi mi faccio altre due settimane a casa in vacanza prima di riprendere. Però adesso sono convinto di aver scelto la facoltà giusta.

-Marzo: forse il Mese con la M maiuscola. Inizia il secondo semestre e tutto cambia: la compagnia, le amicizie e gli amori... No, non ho abbandonato JJ, ma inizio a staccarmi il più possibile da lei. Ed è in questo momento che arriva la possibilità della vita: l'Erasmus. Fare 6 mesi o un anno all'estero, fare un salto nel vuoto sperando di riuscire a trattenere il respiro fino alla fine. Non mi farò mai scappare un'occasione simile: fanculo a tutti, io voglio qualcosa di più di quello che mi offre Parma. Voglio ampliare le mie conoscenze e la mia cultura. E quale posto se non la Technische Universitat di Monaco può aiutarmi in questo? Deciso: andiamo a insegnare ai crucchi come si mangia e, perchè no, impariamo cosa hanno loro da dire a riguardo. Tutto facile, ma la verità è che non sono assolutamente sicuro di ciò che sto facendo.

-Aprile: tra il mio compleanno e feste varie passa in fretta. C'è da organizzare il viaggio, c'è da capire quali corsi fare in Germania e c'è da mettere a posto tutte le idee. Iniziano i bei giorni e di certo l'uscire quasi ogni giorno non mi aiuta nell'organizzazione... Ma che ce volete fà...

-Maggio: vedi Aprile. Ma questo mese è pieno zeppo di cose da fare. Passo dal Cibus, a visite a Torino, Barolo e tutti quei posti fantastici. Inizio a cercare casa a Monaco. Impresa ardua se non impossibile.. Mi rendo conto che dovrò cercare giorno e notte se voglio avere qualche speranza.. Si avvicina anche il periodo esami, ma come al solito non mi prendo mai per tempo a studiare; eccezion fatta per JJ, alla quale do ripetizioni di qualsiasi materia abbia bisogno, mettendomi a studiare preventivamente per aiutarla. Col senno di poi: che imbecille.

-Giugno/Luglio: possono essere raggruppati come un unico mese. Esami, studio, feste, esami ancora, JJ e sbronze per dimenticarla. In questi mesi iniziamo progressivamente a staccarci, sapendo che probabilmente la nostra amicizia non sopravviverà all'Erasmus, dicendoci i vari "mi devi raccontare tutto, fai il bravo!" "Tranquilla torerò e tutto sarà come prima". Una morsa mi stringe il cuore, ma so che sto facendo la cosa giusta, so che non avevo altra scelta se volevo superare quella situazione. Finisco tutti gli esami e inizio a chiudere la porta e fili che mi tengono collegato a Parma. Saluto tutti senza una lacrima, ma dentro di me è tutto in subbuglio: tutte queste persone mi hanno dato tantissimo in un anno, non mi sarei mai immaginato di dover salutarli con una simile emozione. Tempo per un'ultima festa tutti assieme e poi adios Parma.

-Agosto: è il mese dei preparativi. Cosa mi porto, come imparo il tedesco, quando, come e dove vivrò? Qui inizia a salire il terrore. Qui è quando mi sono reso conto che forse stavo facendo il passo più lungo della gamba: sono veramente in grado di sopportare tutto questo? Ma è troppo tardi, meglio ostentare sicurezza e far finta di non essere per nulla preoccupati. Le domande dei miei amici sono sempre di più e ogni giorno che passa è un giorno in meno per organizzare il tutto. L'attesa è snervante: decine e decine di e-mail mandate in ognidove per cercare di sistemarmi una volta arrivato. Ma risposte zero...

-Settembre: siamo agli sgoccioli, ma la situazione è pari pari a Marzo: possibilità molte, nessuna certezza. Questo fino al 15. Un messaggio inaspettato, con successiva e-mail di conferma altrettanto inaspettata: improvvisamente ho una casa, ho un corso di tedesco e ho già un programma. L'unico problema è che dovrei partire il giorno successivo. Detto fatto, raccolgo le mie cose, le mie emozioni, le mie preoccupazioni e tutto il resto e l'indomani sono già sul treno direzione Munchen Hbf. Non sono mai stato così agitato in vita mia. Lacrime ovunque dai miei parenti e alla festa per la mia partenza la lacrimuccia scappa anche a me. Ma ormai non si torna più indietro, devo dimostrare al mondo di che pasta sono fatto. Le prime settimane sono terribili: mi sento un alieno nel nulla. Non capisco una parola e non conosco nessuno... Mi trovo in un paesino a 30 minuti da Monaco e non so nemmeno dove poter andare a bere una birra... Una situazione difficile a dir poco. Ma non demordo e, grazie a delle persone magnifiche a dir poco, il tempo passa e mi sento sempre più inserito. E poi la chiusura in bellezza con l'Oktoberfest è una chicca.

-Ottobre: le cose iniziano a farsi sul serio. Iniziao i corsi, trovo altri ragazzi con cui uscire: è una media di 3 feste a settimana. Il mio Erasmus è ufficialmente iniziato. Sono riuscito, spero a superare JJ, ma giustamente, morto un papa se ne fa un altro, e adesso il mio nuovo obiettivo si chiama Prisca. Ma questa volta non ho tempo di inseguirla per sempre: ho imparato la lezione. Inizio ad integrarmi, inizio a capire qualcosa di tedesco e partono anche gli allenamenti con la nuova squadra di calcio. All'inizio è un fiasco, ma non mi demoralizzo e riesco a guadagnarmi il posto in squadra... per quello da titolare è tutta un'altra storia..

-Novembre: idee, progetti e voglia di rendere questo Erasmus qualcosa di unico. Gite per tutta la Germania e oltre, mai fermo un secondo e sempre a cercare il proprio limite in qualunque campo. E poi c'è l'idea fresca fresca del tatuaggio... Mai dire mai nella vita... basti vedere come sono cambiate le cose in un anno...

Stay tuned!

5 novembre 2014

Come una fenice

Ebbene sì, sono ancora vivo e sì, sto scrivendo qualcosa in questo dannato (ma anche no) blog. Ormai è passato un mese e mezzo dalla mia partenza verso la terra tedesca (sì, alla fine sto facendo il mio Erasmus in Germania) e la nostalgia di casa inizia a farsi sentire. Con casa intendo anche questo mio piccolo angolo dove parlare di ciò che mi pare senza dover renderne conto a nessuno. Qua si sta bene, se non altro lo spettro della crisi che in Italia aleggia sopra qualunque cosa, qua è meno asfissiante. La società è molto diversa, basti pensare che per vivere mi basta sapere l'inglese (anche se sto cercando di imparare il tedesco). Ho iniziato anche a giocare a calcio con una nuova squadra, in modo da occupare il tempo... Insomma, sembra di tornare indietro di un anno solo che in un altro paese: stesse novità e stessi vecchi e mai risolti problemi. Non sono ancora riuscito a trovare la mia anima gemella, o comunque qualcosa che ci possa andar vicino, ma perlomeno dall'esperienza con JJ ho imparato un bel po' di cose adesso che sono riuscito ad uscire dalla sua ragnatela. Come tutti i miei amici hanno sempre cercato di dirmi, mentre non riuscivo a vedere la verità, lei mi stava solo sfruttando. Sapeva cosa provavo sin dai primi post che feci in ottobre, ma si limitò a monitorare la situazione sapendo che io avrei fatto qualsiasi cosa per lei. Ma adesso io non ci sono più, e non ci sarò più per nessuno se mi rendo conto di essere sfruttato. Quindi ora vedo la cosa quasi con compassione nei suoi confronti, perchè, mentre la mia era una cotta che alla fine è passata, il suo modo di agire è rimasto negli occhi di chi ci stava intorno e ora a causa del suo comportamento ha perso praticamente tutti gli amici e le amiche che aveva quando ci "frequentavamo"; ora ha solo il suo fidanzato, il quale però è un grandissimo stronzo e le sta facendo passare una vita pessima. Cazzi suoi.
Tornando a me sto cercando di trovare una ragazza meno complicata di JJ, in fondo mi sono stancato di "salvare" le persone e di cambiare per loro. Io sono quello che sono, se mi accettao bene, altrimenti tanti saluti e addio. La cosa positiva è che le tedesche in media sono molto più carine e simpatiche delle italiane, quindi non è difficile fare conoscenza con loro... Speriamo arrivino presto buone notizie ;)

Per oggi concludo qui, dicendovi che se volete ho aperto un nuovo blog (in inglese) sul cibo e dintorni... Per ora ho solo fatto un'introduzione, ma se avete tempo/voglia dateci un'occhiata in futuro! Qui il link

E come una Fenice rinasce dalle proprie ceneri, io rinasco dal mio vecchio blog! Ciaooo!!!

28 luglio 2014

L'inizio della fine

Quasi due mesi dall'ultimo post: sembra che il tempo si sia congelato. Sì, perchè in questi due mesi, nonostante la miriade di esami dati e la miriade di cose fatte, alla fin fine nulla è cambiato. Ho provato la solitudine, ho provato la gioia e il dolore del forever alone. A volte ho creduto di essere pazzo (si, parlavo da solo parecchie ore al giorno), altre avevo solamente bisogno di qualcuno accanto, che prontamente non è mai arrivato. La vita è dura di per sé, ma per fortuna esiste sempre la soluzione ad un problema. Noi pretendiamo la libertà come mezzo per esprimere noi stessi, quando invece vogliamo avere e dare delle regole ferree a cui attenersi. Speriamo in una vita con moglie e figli, sapendo benissimo di andare incontro ad un futuro fatto di rinunce per gli altri. Ma noi tutto questo lo chiamiamo libertà. Erano liberi anche gli schiavi in America se guardiamo il pensiero, ma dove risiede la vera libertà? Quali sono i paletti oltre i quali non si è più liberi? Forse come diceva Michel de Montaigne "La vera libertà consiste nel sapersi dominare in tutte le cose". Ma io non sono nessuno per dare una mia definizione di libertà, quindi per questa volta la risparmio. Negli ultimi giorni mi sono imbattuto in un film molto particolare, a tratti geniale, che mi ha colpito per la visione che si può avere del tutto. Il film è "Lars e una ragazza tutta sua". Molto in breve questa storia parla di Lars e di come faccia fatica a rapportarsi con le altre persone, in particolare con quelle di sesso femminile. La sua reazione alle varie richieste del come mai non ha una ragazza lui reagisce comprandosi una bambola gonfiabile e costruendoci sopra una propria realtà distorta che porta questa bambola ad essere reale e ad avere un background culturale molto simile a quello di Lars. Non proseguo con la storia altrimenti vi rovino il film, in caso lo voleste vedere. Fatto sta che questo fidanzamento con una bambola gonfiabile per me è una meravigliosa denuncia ai rapporti sempre più spesso falsi che esistono tra le persone. Noi facciamo i finti amici e pensiamo di conoscere chi ci circonda, ma è veramente così? Cosa cambia tra l'avere una bambola gonfiabile e una persona a noi sconosciuta al nostro fianco? Probabilmente con la bambola gonfiabile litigheremmo di meno, ma nemmeno questo è certo. Quello che mi lascia basito è la somiglianza di alcuni comportamenti che accadono nel film con la realtà, comportamenti che sono sicuramente più assurdi riferiti ad un rapporto tra esseri umani che tra un uomo e una bambola. Ma a noi sembra esattamente il contrario.

Mi dispiace non essere più presente nel blog, ma come sapete bisogna andare avanti, e forse questo progetto non mi appartiene più. Nel dubbio continuerò a scrivere di tanto in tanto, quando avrò qualcosa di importante da scrivere o quando semplicemente mi sentirò solo. Può anche essere che darò un tema, un lait-moutiv a questo blog, in modo da renderlo utile per altri, oltre che per me stesso. Intanto vi saluto e vi lascio con una bella scena del sopracitato film. Ciao a tutti! 
Il video lo trovate qui (non sono riuscito ad incorporarlo, scusate)

11 giugno 2014

La chimica è tutto

Sarà che ho appena finito di guardare Breaking Bad, sarà perchè dopodomani ho un esame di chimica organica; fatto sta che mi sono reso conto che tutto attorno a noi dipende dalla chimica, non solo la chimica reale, ma anche la chimica intesa come legami, interazioni e reazioni tra persone. Il discorso forse non è dei più azzeccati, ma dovete sapere che quando io parto per la tangente con un'idea è quasi impossibile fermarmi.
Avete mai pensato di vedere le interazioni umane come interazioni tra molecole? Se mettiamo due molecole in un determinato ambiente danno origine a dei prodotti diversi dai reagenti. Io penso che le persone sono molto simili: due persone in due contesti diversi hanno comportamenti diversi e provocano reazioni diverse. Un esempio banale preso dalla mia vita quotidiana? Pensate alla differenza tra voi da sobri e ubriachi. Ora, ognuno si comporta in modo diverso, io divento la persona più allegra e festaiola di questa terra, nessuno mi può fermare; altri diventano tristi e raccontano tutti i loro problemi (questo sono io da sobrio).
Tornando al filo conduttore questo era per spiegare le differenze di comportamento nelle varie situations (scrivere qualche parola in inglese ogni tanto fa figo), ma la "chimica della società" non si limita a questo: alcune molecole reagiscono solo con altre -> noi ci troviamo bene o facciamo certe cose solo con certe persone, operiamo una selezione. Da Breaking Bad, che se non avete ancora visto vi consiglio di vedere perchè merita, si capisce come per cucinare la Met Walt non voglia nessun altro che non sia Jesse (e non vi dico altro per non rovinarvi nulla). E da questi due primi concetti si potrebbe espandere la chimica a tutto, ma io non sto qui per farvi un trattato sulla chimica. Io voglio farvi capire come a volte estrapolare le cose che studiamo dal loro contesto originario e inserirle nella nostra vita ci può far capire cose che forse ci sarebbero sfuggite per sempre: a volte per far avvenire una re(l)azione non basta che le due molecole siano compatibili, a volte serve che l'ambiente sia quello giusto e, in alcuni casi, si ha bisogno di un catalizzatore che spinga le due molecole l'una verso l'altra in modo che riescano a reagire. Ma basta che anche solo uno di questi 3 fattori non ci sia e la reazione non avviene; e tu, come molecola, puoi provare e riprovare a legarti con l'altra molecola, ma se l'energia di attivazione ( energia minima con cui avviene una reazione) non viene raggiunta mi dispiace, ma non ti legherai mai con lei. Ma è anche vero che le molecole reagiscono con più di una molecola, quindi perchè disperarsi per una reazione fallita?
Potrei andare avanti per un'altra ora, ma devo andare a letto, altrimenti chi si alza domani!
E allora vi lascio a riflettere sulla chimica nella vostra vita con questa canzone.
Buonanotte chimici internauti!


6 giugno 2014

Confessioni


Sapete cosa vi dico? Penso sia ora di scoprirmi e di togliere quel mantello di bugie e mezze verità che ricopre questo mio blog. Volete la verità? La verità è che non vorrei mai scrivere qui. Scrivere nel blog è un modo per sfogare rabbia, disperazione e solitudine contro un ipotetico ascoltatore. La verità è che tutto questo serve quando si è tristi e non si ha nessuno accanto a cui confidare il tutto. Solite smancerie direte voi, ma è proprio così... Avete presente i post (anche se pochi) dove ero felice e dicevo che tutto andava bene? Bugie. Niente altro che voler nascondere al mondo, e anche a me stesso, l'essere solo e il non aver nessuno a cui parlare liberamente. Dal 2014 ho scritto poco perchè ho avuto un periodo felice, un periodo in cui sembrava tutto andare per il verso giusto. Con questo non voglio dire che adesso tutto faccia schifo, ma in questo preciso momento sento un vuoto dentro; è causato da Giorgia? Forse sì, forse no, ma sicuramente lei ne è una parte importante. Sto cercando di dimenticare, di andare avanti, di non parlarle e di non rimanerci male quando parla del suo ragazzo. Continua a dire che con lui sta male, ma allora perchè continuare? Perchè obbligarmi (involontariamente sia chiaro) ad andare a studiare un anno all'estero per staccarmi da lei. Perchè? Ma non è solo questo... Vedo che attorno a me tutti pian piano si stanno trovando una ragazza con cui parlare, con cui essere amici prima ancora che fidanzati, e io questo non riesco ad averlo. Provo a dimenticare il tutto e andare avanti, ma continuo a chiedermi cosa sbaglio. Cosa ho in meno rispetto a tanti altri ragazzi della mia età? Probabilmente proprio il fatto di tenere questo blog è una parte importante dei miei problemi, ma al momento non riesco a staccare completamente la spina. Anche sapendo che nessuno leggerà mai tutto ciò ho sempre la speranza che lo scrivere e pensare di condividere con qualcuno il mio dolore possa alleviarlo anche se di poco. E da tutto questo si spiega anche perchè bevo così tanto: quando bevo mi sembra di uscire dalla routine settimanale e mi convinco di poter conquistare il mondo; molte persone che ho conosciuto mi hanno detto che da ubriaco sono una persona migliore, sarà perchè quando si alza il gomito esce la vera propria personalità e la mia non è così male come penso. Ma le altre persone hanno portato a nascondere quella persona tranquilla e solare che sono sotto mezzo metro di terra, in modo da proteggere il vero me stesso dagli attacchi esterni. In fondo io vorrei solo avere qualcuno che tenga a me senza alcun interesse, in modo spensierato. Ma sfortunatamente nella mia vita ho avuto poche persone così: mio papà, i miei nonni e Andrea, il mio migliore amico. Io mi fido ciecamente solo di queste 4 persone nella mia vita ed è forse per questo che sono così solo. Vero anche è che ogni qualvolta abbia cercato di aprirmi con altri ho ricevuto solo mazzate su mazzate. Come va di moda dire adesso #maiunagioia. Ma in fondo la pellaccia dura ormai me la sono fatta, e sono sicuro che supererò il tutto come sempre, con la grinta che mi ha sempre contraddistinto e con la voglia di dimostrare a tutti quanto valgo. Sotto la pelle di Matteo si nasconde il cuore di un leone che continuerà a lottare per tutta la vita, qualsiasi cosa accada. Detto questo mi ritroverete ancora a scrivere? Spero di no con tutto il cuore, ma temo che questo blog dovrà continuare ancora per un po'. E finisco ringraziandovi voi eventuali internauti che mi avete seguito o avete avuto la voglia di leggervi questo ennesimo mattone di post. E se non esiste nessuno che ha letto tutto non importa, io vivrò lo stesso e tutto questo un giorno lo rileggerò come un ricordo lontano. E noi siamo in bilico tra ricordi e previsioni, tra passato e futuro c'è questo filo sottile chiamato presente dove noi prendendo spunto dai ricordi e cercando di predire il futuro cerchiamo di restare in bilico per non cadere nella morte interiore che ci porterebbe alla disperazione.