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9 marzo 2014

Chi non muore si rivede!


Buongiorno buongiorno! Mi scuso per la mia assenza nell'ultimo mese, ma sono accadute un saacco di novità e non ho veramente avuto il tempo di mettermi a scrivere i fattacci miei sul blog... Come state? Spero bene quanto me! Non so se ve ne siete accorti ma è iniziata la primavera (anche se in anticipo) e speriamo che questo bel tempo rimanga tale per un bel po' di tempo. Con il sole è arrivato anche il buon umore e con il buon umore è arrivato anche il nuovo colore dei capelli... Ok, sto mentendo: sì, mi sono colorato i capelli (per informazione di colore biondo ossigenato) ma non perchè mi andava, ma bensì per una scommessa persa. Immagino che come tutte le persone che conosco anche voi siate curiosi di sapere cosa ho scommesso. Finora mi sono tenuto la scommessa per me, quindi a conoscerne i termini siamo solo io e lo scommettitore in persona. Questa pazzia risale a circa 6 mesi fa perchè fu decisa tra agosto e settembre dell'anno scorso. La scommessa era su chi, tra me e l'altro, fosse riuscito a fidanzarsi per primo. Premetto che questa scommessa fu decretata in un momento di "difficoltà" (eravamo ubriachi) e scommettemmo che chi avesse perso si sarebbe colorato i capelli di viola-rosa-fucsia. Io mi sono completamente dimenticato di questa scommessa fino alla settimana scorsa, quando lui mi scrisse "hai perso" e subito dopo mi mandò una foto di lui con sua morosa che si baciavano. A quel punto mi tornò tutto in mente con una serie di immagini sfuocate, tipo come succede nei telefilm. Cercando di giustificarmi alla fine siamo arrivati all'accordo che mi sarei comunque colorato i capelli, ma di un colore diciamo meno spinto, quindi abbiamo optato per il biondo. Io non sono una persona che fa troppo caso ai giudizi della gente (si, sono un ipocrita, ma lasciatemi nella mia convinzione) e quindi sono riuscito a resistere tutto sommato agli sguardi misti tra orrore e di sfottò di tutti quelli che mi hanno incrociato da tre giorni a questa parte. Ma vabbè, ormai ci sto facendo il callo, anche se spero che i miei capelli si muovano a ricrescere per poter tagliare sta bruttura. Adesso devo pensare con cosa lasciarvi oggi... Oggi vi lascio con un gruppo che mi piace un sacco e con questa canzone che si addice al sole estivo che troviamo fuori!
 Buona domenica bloggers!

13 febbraio 2014

14 Febbraio

Eh già, anche quest'anno è arrivato il mitico e fatidico 14 febbraio, cioè il giorno in cui tutte le coppiette ti rinfacciano il tuo essere pateticamente solo. Niente da dire, sia chiaro, se fossi al loro posto farei sicuramente la stessa cosa. Ma essendo dall'altra parte ammetto che tutto questo è un po' deprimente. Ma per fortuna ci ho fatto l'abitudine... Adesso che ci penso in vita mia non ho mai festeggiato a S.Valentino, in questo periodo dell'anno sono sempre stato single. Bè, se devo trovare il lato positivo sicuramente non devo spendere in regali e perdere tempo ad organizzare una serata che sicuramente farebbe schifo (non sono per nulla bravo come organizzatore). Ma domani cosa farò? Potrei uscire in cerca di persone disperate quanto me e sperare che l'alcool porti ai risultati sperati. Però finirebbe sicuramente coll'arrivare all'una senza aver concluso nulla e rendendosi conto di che schifo di giorno sia il 14 febbraio. Quindi penso che me ne starò rintanato in casa a guardarmi qualche film o a chattare su chatroulette, giusto per farmi quattro risate. Ma a parte questa disgrazia di S. Valentino domani potrebbe essere l'ennesima svolta della mia vita. Infatti domani devo andare ad una riunione all'università dove viene presentato il programma Erasmus di quest anno. Per chi non lo conoscesse l'Erasmus è un progetto attraverso il quale si ha la possibilità di passare dai 3 ai 12 mesi in un'università estera dove si possa comunque proseguire i propri studi. Questa è un'opportunità da cogliere al volo, perchè ti permette di confrontarti con una realtà ben diversa dalla propria. Unico problema per me: tutte le università proposte non sono in paesi anglofoni, e io, conoscendo solo l'inglese, dovrei impararmi la lingua del paese in pochi mesi. Nonostante questo io so benissimo che se voglio veramente qualcosa non c'è nessuno che mi ferma, quindi se dovessi effettivamente mettermi a studiare francese, spagnolo o tedesco lo farò a testa bassa. E poi, citazione del mio coinquilino che è già andato in Erasmus, "Quello che succede in Erasmus rimane in Erasmus." E qui chiudo. Bye bye!

9 febbraio 2014

Finalmente il sole!

Dopo giorni di pioggia e brutto tempo stamattina mi sono svegliato finalmente con il sole! Sembra una cosa da poco, ma svegliarsi con la luce che entra dalla finestra ti fa iniziare bene la giornata. Sono uscito è mi sono fatto un'oretta e mezza di corsa tranquilla, giusto per prendere un po' di aria e per gustarmi questa domenica molto primaverile. Se avessi qualche amica qua a Parma di sicuro la inviterei a fare un giro in centro. Trovo incredibile quanto cambino le prospettive da un periodo all'altro: nella mia vecchia città con una giornata del genere avrei pensato in primis di andare a giocare a calcio, ma adesso le mie priorità sono cambiate... Adesso mi accontenterei di una passeggiata, di qualche chiacchiera e qualche risata insieme. Bè, comunque sia io non mi perdo d'animo, e non passerò di certo questa giornata a scrivere al pc, quindi bye bye! E uscite anche voi che vi fa bene!

6 febbraio 2014

Ma sarà colpa della sera?

Vedo sempre più chiaramente che la natura dei miei post dipende dall'ora in cui mi metto sul pc a scrivere... Di giorno, quando sei preso da tutto e da tutti riesci solo a pensare a poche cose e perlopiù cose che ti mettono di buon umore. Ne hai bisogno per affrontare tutto il resto delle ore di luce con energia. Ma quando arriva la notte e mi metto a scrivere a questi orari improbabili mi rendo conto che questa giornata è passata, e con lei tutte le opportunità che portava con se. A volte mi riguardo indietro e mi rammarico per ciò che potevo fare e non ho fatto, altre volte vado semplicemente a letto sapendo di aver dato tutto me stesso, e, perchè no, di essere stato in qualche modo utile per gli altri; e questo non significa certo aver fatto grandi cose (anche perchè no ne sono sicuramente in grado), ma anche solo aver regalato un sorriso per me è importante... Tornando al discorso di prima aggiungo che spesso i miei post serali possono sembrare un po' tristi, ma in fondo non è così. Sì, non sono di certo allegri, ma questo è dovuto al fatto che durante tutta la giornata io ho cercato di essere d'esempio e sprizzare allegria da ogni poro, arrivando così a fine serata senza più nessuna voglia di ridere. Lo so che molto spesso questo si traduce in delle lagne e lamentele da tagliarsi le vene, ma per adesso non ci posso fare più di tanto: è così, punto e stop. Ma fortunatamente non sono sempre ridotto così male... Per fortuna mi è tanto facile disperarmi quanto ridere, a volte unendo le due situazioni creando delle scene tragicomiche. Ma questo è quello che sono. Forse con questo caratteraccio non troverò mai la donna della mia vita, ma sapete cosa vi dico? Amen, vada come vada io non dovrò mai rimpiangere le mie scelte: se sono giuste meglio, se sono sbagliate è inutile piangersi addosso. Se c'è una cosa che i miei cari nonni mi hanno insegnato è che si può rimediare a tutto. L'anno scorso, verso novembre (novembre 2012, scusate parlo in termini di anni scolastici...) ho avuto l'ennesima discussione con mio padre perchè mi ha beccato a marinare la scuola. Diversamente dalle volte precedenti si arrabbiò come mai in vita sua e decise che sarei andato a vivere dai nonni per un po', senza così poter uscire con i miei amici, ecc. Penso sia stato il giorno peggiore della mia vita: vedere la faccia di mio papà così deluso e dover andare dai nonni e dire tutto quello che era successo... mi venivano i sensi di vomito solo a pensarci. Mi aspettavo anche la loro ramanzina, ma questa non arrivò. Mia nonna la prese sul ridere e mi disse che così le sembrava di tornare a quando aveva i figli in casa e mio nonno invece mi disse "Sei veramente dispiaciuto? Se sì non c'è nessun problema! Rimboccati le mani e vedrai che tutto andrà per il meglio!" E sapete cosa successe dopo? Da allora non ho più saltato un giorno di scuola e ho cercato di dare tutto me stesso per far capire che sono cresciuto e che ho imparato la lezione. Secondo me a tutti noi più che qualcuno che ci giudica avremmo bisogno di qualcuno che creda in noi, di qualcuno capace di supportarci e di farci rialzare quando inciampiamo. E questo è ciò che anch'io voglio essere per gli altri: non colui che ti giudica, ma colui che ha fiducia in te e che in te vede più di quello che anche tu pensi. Sono molto lontano dall'essere questo tipo di persona, ma mi sto impegnando, come sempre del resto...

3 febbraio 2014

Il post delle 5

Gli inglesi sono abituati a prendere il thè delle 5, mentre io scrivo il post delle 5. Il post delle 5 è il post della pausa, del relax tra DNA polimerasi e varie (si, sto studiando biologia, si nota?) Ma questo sarà anche il post delle 200 visualizzazioni. Ok, magra consolazione, ma sempre meglio che un calcio nei paesi bassi (come si dice dalle mie parti). Ebbene, qual'è l'argomento di oggi? Oggi parlo di musica, e più precisamente degli Arctic Monkeys. Ormai fanno parte della scena musicale dal 2005, ma io ne sono venuto a conoscenza l'anno scorso, lasciandoli in sospeso fino a qualche giorno fa... Bè, posso solo dirvi che è stata la mia rivelazione: hanno una musicalità introvabile al momento altrove; in alcuni punti ricordano i Muse dei bei tempi, ma allo stesso tempo hanno un ritmo completamente loro e questo lo si ritrova in maniera fantastica nel loro ultimo album. Era da qualche mese ormai che cercavo un nuovo gruppo da ascoltare e bam: il mio migliore amico mi chiede di valutarli ed è subito amore. Ascoltateveli e vedrete che non ne rimarrete delusi.

P.S. Se non avete nulla di meglio da fare premete il bottone sopra il post, così mi fate un piacere gigantesco. A voi costa massimo un minuto, per me è motivante per trovare idee nuove per il blog!!! Danke sehr, thank you so much, grazie mille, grassie!

31 gennaio 2014

Serio o non serio: questo è il dilemma

Facendo rivoltare il povero Shakespeare lo parafraso e mi pongo questo dubbio: come devo affrontare la mia vita? In fondo è la domanda che mi pongo implicitamente in ogni post, ma questa volta voglio affrontarla direttamente. Ho ormai 20 anni e sono uno studente universitario (anche se mi suona ancora strano quando lo dico). L'unico problema è che io mi sento ancora un bambino dentro, non riesco a essere la persona matura che la società mi chiede di essere. Non che questo per ora rappresenti un problema, anzi, vedo che mi permette di vivere alcune situazioni molto più serenamente rispetto ai tanto (forse troppo) cresciuti ventenni che mi circondano. Ma se fino ad ora il problema serio/non serio non si era mai posto perchè sono sempre stato un tipo alla buona, che non ha mai messo pressioni ne sugli altri ne tanto meno su me stesso, adesso ho iniziato a pretendere molto, forse troppo da me stesso: ho preteso di diventare un bel ragazzo, ho preteso di diventare socievole anche se sono una persona molto timida, ho preteso di andare bene all'università e anche a calcio, ho preteso di riuscire a gestire la mia vita senza l'aiuto di nessuno. E una volta che entri in questo "tunnel" (che si chiama anche crescere, almeno penso) non riesci ad uscirne, e la persona spensierata e senza nulla da chiedere alla vita che eri un tempo è svanita, senza lasciare alcuna traccia. E ti rendi conto di non essere più un bambino, e quindi di non poter tornare indietro, e che le esperienze che hai fatto allora non potranno mai più ripetersi. Ma la serietà impone di non guardare al passato, ma di concentrarsi sul presente per dar forma a quel futuro che ognuno di noi sogna. Ma questi discorsi dovrò affrontarli più avanti, quando sarò veramente serio. Per ora per fortuna capisco di non essere ancora serio perchè questo (l'asdf movie) è ancora il mio mondo.




27 gennaio 2014

Crescere

Io sono un sognatore che non crescerà mai, ma questo non è del tutto vero. Ultimamente ho realizzato che a volte non ci accorgiamo nemmeno di crescere; noi pensiamo di riuscire a restare indifferenti a ciò che ci accade, ma non è così. I momenti che viviamo ci modellano e ci trasformano come pongo. Per esempio io ho rivalutato una storia che tutti noi conosciamo: la volpe e l'uva. Da sempre a questo racconto è stata data una lettura che porta a considerare la volpe come autrice di un gesto senza onore, o comunque da non imitare. Io, partendo dalle mie esperienze di questi mesi, non sono totalmente d'accordo. La volpe vede nell'uva il suo obiettivo, che potrebbe benissimo essere assimilato ad un nostro qualsiasi obiettivo nella vita. Ma dopo svariati tentativi la volpe si accorge di non riuscire ad arrivare all'uva e si limita ad abbandonare quel sogno e per darsi una giustificazione si autoconvince che quell'uva è acerba. Sin da quando ero piccolo mi hanno sempre insegnato che questo non è l'atteggiamento giusto per affrontare le difficoltà della vita, e su questo sono d'accordo. Però vorrei aggiungere che non sempre si riesce a raggiungere i propri obiettivi, sia perchè improbabili in partenza, sia perchè ci sono stati eventi che hanno portato questi fuori dalla nostra portata. In questi casi cosa sarebbe meglio fare? Continuare ad inseguire l'impossibile oppure rendersi conto della situazione e ripiegare su qualcos'altro? Certo, se parliamo intellettualmente e filosoficamente la seconda scelta sarebbe moralmente inaccettabile; ma nella nostra vita quante volte ci capita di dover cambiare rotta? E se invece di cambiare rotta noi provassimo imperterriti a continuare per quella strada cosa succederebbe? Ed è qui che si inserisce il passo avanti: non si può generalizzare. Esistono molte situazioni diverse, e ognuna di queste ha bisogno di una risposta diversa: certe volte bisogna continuare senza esitazioni nonostante le difficoltà, altre volte sarebbe meglio capire che rinunciare sarebbe meglio per noi stessi (e per gli altri). E quando l'obiettivo è troppo radicato in noi abbiamo bisogno di dare una giustificazione al nostro fallimento; si può sminuire l'obiettivo (dicendo che l'uva è acerba) oppure si può cercare in qualcos'altro una maggiore motivazione. Tutto questo è partito dalla mia analisi della situazione con Giorgia. Mi sono reso conto che per me lei è come l'uva: bellissima ed inavvicinabile; e io, come la volpe, sto cercando di renderla "acerba", ma ogni sforzo per adesso è inutile. I miei amici mi hanno fatto notare che secondo loro l'opera di autoconvinzione non potrà mai essere completa, perchè in fondo al nostro cuore noi sapremo sempre qual è la verità, ma anche questo per me non è sempre vero: la convinzione che porta le persone a suicidarsi è di questo tipo, cioè si autoconvincono che non ci sia nulla per cui vivere, sapendo comunque benissimo che non è così. Ma continuando a ripetere a se stessi una bugia alla fine si arriva a convincersi della veridicità della cosa, e si compiono atti non sempre intelligenti. Quindi io sono dell'idea che a volte la mossa della volpe possa divenire utile per andare avanti, per chiudere delle pagine del nostro passato che ci tormentano nel presente e che non ci permettono di guardare al futuro con la serenità necessaria per viverlo mettendo in gioco tutta la propria persona.
Detto questo "good night" e vi lascio con LA canzone per tutti quelli che come me non cresceranno mai.