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9 giugno 2016

Solo altri 5 minuti


Frase che tutti noi abbiamo usato almeno un centinaio di volte nella vita. Solo altri 5 minuti... da piccoli lo dicevamo prima di andare a letto, da grandi lo diciamo la mattina prima di alzarci dallo stesso letto. Le stranezze. Ma a parte questo quando vi è capitato di dire questa mitica frase? Personalmente penso che la potrei usare come citazione di me stesso, una specie di laif moutiv che ritorna sempre nella mia vita. Sono sempre stato in ritardo di quei fatidici 5 minuti. Che poi sono diventate ore, giorni, mesi e addirittura anni. La mia crescita è stata sempre scandita da questo concetto di arrivare sempre dopo. Non sono mai stato capace di cogliere le situazioni quando mi si presentavano davanti, ma aspettavo quel tanto che bastava per far sfuggire l'occasione, e come si sa, quando il treno passa o lo si prende il volo o è perso per sempre. Ma questo non mi ha mai preoccupato particolarmente. Ho sempre pensato che un secondo treno sarebbe arrivato, e mi avrebbe portato a destinazione, non importa se è la stessa che avevo pensato all'inizio. E forse questo è il motivo dei 5 minuti: la consapevolezza di avere sempre una seconda, terza, quarta possibilità in qualsiasi cosa faccio. Ed è lì che nasce il mio problema. Non sono abituato a perdere un treno per sempre. Questa è una cosa che mi terrorizza e non so se riuscirò mai a farne l'abitudine. Però questo mi ha dato l'opportunità di imparare. Una lezione di vita non da poco si potrebbe dire: capire che perdere occasioni nella vita oltre che inutile è anche dannoso. Ed è per questo che ho deciso che non perderò più nessuna occasione. In fondo diventare uno Yesman non deve poi essere così male. Ecco, forse non uno che dice di sì a tutto, perchè quello sarebbe stupido e, memore delle mie esperienze passate, finirei con il farmi usare dalle persone; ma uno che dice di sì alla vita (ne ho sicuramente già parlato in un vecchio post, ma ribadisco la cosa) è una persona che fondamentalmente dice di sì alla felicità: accetta quello che gli viene offerto e cerca di trovare il meglio in ogni cosa che fa nella vita. Non arrendersi di fronte alle prime difficoltà, non sprecare il proprio tempo (sì, esattamente come sto facendo adesso, e sì, sono ipocrita) e vivere al massimo ogni esperienza. Questo dovrebbe essere il modo di affrontare ogni giornata. Dovremmo imparare a prendere tutti i lati negativi che la caratterizzano e cercare di imparare. Imparare come affrontare il dolore, imparare a non commettere più gli stessi errori, imparare a vivere. Un giorno una persona importante nella mia vita mi fece un discorso che mi rimase impresso e che vorrei condividere.
Secondo lei noi nella vita abbiamo uno scopo ben preciso. Noi nasciamo per imparare una lezione per ogni vita. Ogni vita ha uno scopo e, una volta raggiunto, il corpo può anche finire lentamente con il perdere la vita stessa. Lei crede nella reincarnazione, quindi ad ogni nostra vita noi impariamo una lezione che non siamo stati in grado di imparare fino ad ora. E così il mondo va avanti, con umani che imparano ad essere animali, ed animali che imparano ad essere umani. Ricchi che imparano ad essere poveri e così via. Quindi cosa dobbiamo fare noi per capire il nostro scopo nella vita? Vivere. Non esiste un modo giusto di vivere, in quanto ognuno di noi è ad un punto diverso della crescita. Più cose abbiamo nella vita più significa che abbiamo sofferto della carenza di tali cose nella vita. E una volta che si ha imparato tutto? Qui le opinioni sono diverse. Dal canto mio ho sempre affermato che è impossibile imparare tutto, e che quindi questo ciclo continuerà presumibilmente all'infinito (stiamo sempre parlando di una cosa pseudo religiosa, quindi non considero nemmeno la scienza in questo discorso). L'altra persona era convinta che si arrivasse ad un punto dove non c'è più nulla da imparare e che quindi l'anima ha fondamentalmente due scelte: ritirarsi nel mondo spirituale assieme a tutti quelli che a loro volta hanno imparato tutto, o decidere di tornare nel mondo per un'altra vita dove cercare di donare la propria sapienza a tutte le anime che sono ancora in cerca di risposte. Teoria molto affascinante dal mio punto di vista. 
Se così fosse il mio è ancora un viaggio lungo verso il sapere tutto, e tutto sommato mi va bene così.
Video del giorno? Rompiamo con il tema anche pesante di questo post e andiamo con un AMV di un anime da guardare assolutamente.. WARNING: One Punch Man con la colonna sonora di Deadpool può solo promettere una cosa...


17 dicembre 2015

Il risveglio del blog


Caspita quanto è passato dall'ultima volta in cui mi sono messo dietro a questa tastiera per scrivere. Nonostante sia passato più di un anno sento tutti gli argomenti (che mi sono prontamente andato a rileggere) così attuali... Chiariamo subito: la mia vita ha preso finalmente una svolta e ormai quei post depressi colorati di un cupo grigio sono passati. Ho obiettivi chiari e vedo dei binari da percorrere, non importa che la strada sia giusta... Al mio fianco c'è sempre Prisca che, tra alti e bassi, mi supporta e mi rende la vita di ogni giorno un po' più semplice. Non sono più appassionato di feste distruttive, ma preferisco spendere le mie serate guardando qualche film o serie tv (si sto diventando vecchio). Ho cominciato anche a scrivere una breve storia nel frattempo, ma, data la mia evidente incapacità a scrivere, ho abbandonato dopo le prime dieci pagine. Solitamente ciò che inizio lo porto a termine, quindi mai dire mai nella vita; nel frattempo mi accontento di leggere e cercare di imparare come rendere per iscritto tutto ciò che passa nella mia testa. Negli ultimi mesi ho rivalutato particolarmente le mie amicizie, constatando che i veri amici sono veramente pochi (come se non lo avessi già saputo) e che gran parte delle persone sono presenti solo nel momento del bisogno... LORO... Che poi in fin dei conti io non sono molto diverso. Come al solito sono sempre bravo a giudicare ma non a vedere obiettivamente le mie azioni.
Insomma in poche parole tutto è cambiato, ma allo stesso tempo nulla lo è. Io resto il solito sognatore che si fida troppo delle persone e che è sempre disposto a perdonare e vedere solamente come salvare le varie situazioni. Ovviamente solo quando mi fa comodo. Ma in fondo penso ormai di aver capito che questo è il vero me stesso, senza quelle maschere che mi sono sempre accusato di portare. Non ne ho più bisogno e spero di non averne mai più bisogno in vita mia. Tante, troppe volte in questo blog ho parlato di cambiamento, senza veramente sapere di cosa parlavo. La mia nuova teoria è che il cambiamento sia costantemente e ossessivamente sopra di noi. Tutto è cambiamento. Tutto è perturbazione del nostro equilibrio. La nostra bravura deve essere nel fronteggiare il cambiamento e saper come reagire ad esso. Domani saremo una persona, seppur leggermente, diversa da oggi e questo è un dato di fatto. Il punto è che questo cambiamento di cui ho sempre parlato in fondo non esiste: non esiste un punto esatto dove si fa inversione di marcia e si torna indietro. Si tratta di una cosa talmente progressiva che non ce ne accorgiamo nemmeno. Andiamo avanti per quella che noi crediamo la nostra strada per poi voltarci indietro e realizzare quanto sia stata tortuosa la via sino ad ora. E una volta che realizzi questo capisci quanto nella tua vita ogni momento sia importante; ogni scelta è un piccolo passo verso la tua destinazione, ovunque essa sia. Io fortunatamente l'ho capito e ora provo a non lasciare più nulla al caso. 
E come ai vecchi tempi, sperando di riprendere a scrivere più costantemente, vi lascio con una canzone: non lasciate che i vostri demoni prendano il sopravvento :)

22 gennaio 2014

Lascia passare

Nella vita bisogna anche saper andare avanti, si deve avere la forza di lasciar che le cose vadano come devono andare. Tenere in vita un qualcosa che non ha mai avuto veramente vita è sbagliato. Secondo me esiste un destino: possiamo lottarci contro e cercare di aggirarlo in qualche modo, ma in fin dei conti ci sono dei punti fermi nella nostra vita che ritornano sempre, in qualunque caso. Ho passato gli anni delle superiori a scappare da qualcosa, forse a scappare da me stesso; mi sono rifugiato in comportamenti che non erano miei, mi sono ribellato a qualsiasi imposizione solo per il gusto di farlo. Ma sono arrivato in questo momento a capire come tutto questo non mi abbia mai in verità allontanato da ciò che sono sempre stato e che sempre sarò. In verità mi è sempre piaciuto leggere e imparare cose nuove, ma in questi anni non ho fatto altro che far finta che quelle cose non fossero per me; mi sono sempre intrattenuto in altri modi per non rischiare di sentirmi incolpato per ciò che sono veramente. Qualche anno fa giocavo anche in porta a calcio, e mi piaceva il ruolo. Ma avevo paura: avevo paura di fallire in quello che veramente amo; se anche da giocatore avessi fallito non mi sarei fatto nessun problema, tanto io sapevo di non essere portato per quello. Ma fallire quando ci tieni veramente è diverso. Durante quest'estate dovevo decidere cosa ne avrei fatto del mio futuro, e anche li stavo per non scegliere quello che realmente avrei voluto fare: ero indeciso tra scienze gastronomiche e scienze e tecnologie alimentari, due corsi simili, ma allo stesso tempo diversi. Scienze gastronomiche (sg) era il mio sogno, perchè io vorrei diventare critico culinario, ma scienze e tecnologie alimentari (sta) forse mi avrebbe facilitato nel trovare lavoro. A fine agosto ho fatto l'esame d'ammissione per sta ed ero passato. A quel punto dovevo scegliere se accettare di fare sta vicino casa, o provare a fare l'esame di sg a 250 km da casa (con il rischio di no passarlo e quindi perdere un anno). Dopo qualche giorno di riflessione decisi di non rischiare e percorrere la via più sicura, la via che non mi richiedesse di mettermi in gioco al 100%. Ma evidentemente il progetto per la mia vita era diverso: l'iscrizione era scaduta il giorno precedente, senza possibilità di reiscriversi successivamente. A quel punto non avevo scelta: dovevo inseguire i miei sogni, dovevo andare dove mi portava il mio istinto. E lì ho capito che mai più in vita mia mi sarei tirato indietro per qualcosa che amo fare. Ed è così che mi ritrovo il 22 gennaio ad essere uno studente di scienze gastronomiche, fuori sede, che gioca come portiere in una squadra di calcio a 7 e come ala in una di calcio a 5, che ha deciso di affrontare un programma di flessioni per sentirsi in forma e che gestisce un blog che ha sempre sognato di creare. Manca solo l'amore, ma in quel campo l'importante è avere pazienza, e saper lasciare quando le cose non vanno come vuoi. Vi lascio con la canzone probabilmente più bella del 2013, godetevela!



19 gennaio 2014

Altalena

In questo momento è ciò che più mi rappresenta. Passo dall'essere al top della felicità a momenti in cui nulla sembra andare per il verso giusto. Sarà perchè sono ariete ascendente sagittario (sì, ho scoperto da poco che ariete con questa particolare ascendenza sarebbe uguale a dire un depresso a vita con attimi in cui fa finta di essere felice), sarà semplicemente perchè non sono del tutto normale, sarà perchè non c'è nessuno a riprendermi quando dico cazzate essendo uno studente fuori sede, e quindi per ora la persona più sola a questo mondo; fatto sta che l'unico vero problema nella mia vita in questo momento sembra essere l'amore. Per il resto non mi posso assolutamente lamentare: all'università sta andando molto meglio del previsto con un 29 e un 26 per adesso a referto, mi sto allenando più seriamente che mai e il mio fisico sta migliorando di giorno in giorno, con i miei genitori i rapporti non sono mai stati così buoni, continuo a sentire gli amici di una volta e sto scoprendo dei nuovi amici nei miei due coinquilini... Tutto va alla grande, tranne l'unica cosa che ho desiderato per anni, ma che ogni volta per un motivo o per l'altro mi è sfuggita: un cuore in pace, una situazione stabile, una compagna/complice, una persona con la quale condividere tutto ciò che non mostreresti mai agli altri. E quello che non riesco ancora a capire se quello che sto guardando è il pelo nell'uovo, oppure se più che un pelo questo sia un tronco di albero. Non capisco se sia veramente importante per me quello che sto cercando o se sia semplicemente un vizio di uno che apparentemente sta vivendo la stagione migliore della sua vita finora. E in più la cosa che mi da più fastidio è che avendo un'intera università in cui cercare la mia anima gemella io mi sia intestardito con una ragazza che è già fidanzata e alla quale interesso solo come amico. Ma da brava altalena quale sono spero di passare questo periodo e di attaccarmi con la colla a qualche ragazza con la quale ho qualche possibilità. Incrociamo le dita, e intanto facciamo finta di non essere innamorati.

11 gennaio 2014

Wait for it

Traduzione del titolo: aspetta. Sto aspettando l'arrivo della mia pizza, e nel frattempo ho pensato di dedicare un post ad una serie TV che amo: how I met your mother. Molti di voi la conosceranno di già, ma per chi non l'ha mai vista faccio un brevissimo riassunto. La serie parla di come Ted sia arrivato a conoscere la madre dei suoi futuri figli (ai quali sta raccontando la storia), e queste vicende comprendono i suoi amici Marshall, Lily, Robin e Barney. Il telefilm è molto a tratti: a tratti diventa quasi un non sense, in altri momenti invece diventa molto profondo, ed in qualche modo cerca sempre di darti una morale finale. La cosa che trovo più affascinante è che molte delle situazioni rappresentate fanno parte anche della mia esperienza, e quindi ci si ritrova quasi all'interno del telefilm al posto di uno dei personaggi. Vi consiglio se avete tempo di guardarvelo in streaming, piuttosto che guardare la spazzatura che ultimamente ci offre la televisione... Comunque partendo da questa serie volevo comunque arrivare ad affrontare l'argomento serio della giornata. Ormai da qualche anno mi sto chiedendo se esista effettivamente la mia anima gemella là fuori. Avendo solamente 19 anni per adesso non posso farmi troppi problemi, ma con il passare degli anni il problema si farà sempre più pressante immagino. Bene: Ted si pone questo problema da sempre, e si arriva all'inizio dell'ultima stagione che lui non ha ancora trovato la donna della sua vita, dopo 8 anni in cui gliene sono successe di tutti i colori (non faccio spoiler per chi se lo vorrà vedere). E in alcuni discorsi lui afferma esattamente ciò che penso io, e proprio come me non arriva mai ad una soluzione. Ed è questo il punto da cui partire: nessuna certezza e nessuna soluzione; bisogna affrontare ciò che la vita ci pone davanti senza fare troppi progetti, senza programmare inutilmente a lunghissimo termine (almeno per quanto riguarda la vita sentimentale). E poi c'è Barney, il miglior donnaiolo di New York, colui che è andato a letto con ragazze di più di 200 paesi diversi. Lui è tutto ciò che un ventenne vorrebbe essere, ma anche qui himym (abbreviazione del titolo) insegna che non è oro tutto quel che luccica... Comunque non mi dilungo perchè nel frattempo mi è arrivata la cena. E stasera pizza e "Il padrino"!

8 gennaio 2014

La vita è bella

Cito un film nel mio titolo, ma la citazione per una volta è puramente casuale. Ricordate: la vita è bella. Non importa ciò che ti succede, non ci si dovrebbe mai privare del miglior regalo che qualche Dio o qualche essere più intelligente o che la natura ci ha donato. Senza la nostra vita noi non siamo nulla, e il togliercela non porta a niente. Parlo di questo perchè in questi giorni nella mia città natale una ragazza di 16 anni si è tolta la vita. 16 anni. A questa età non esiste nulla per poterti permettere di pensare che la tua vita non valga più a nulla. E il pensare che in alcuni momenti sono stato più vicino di quanto qualsiasi mio conoscente pensi mi fa restare un po' perplesso. Ma ho riflettuto e ho capito che sarebbe stata solo una stupidaggine, una ragazzata alla quale però non si può porre rimedio. Si può rimediare ad una delusione in amore, a scuola, con la famiglia o con gli amici, ma ad un gesto così estremo no. E questo discorso non lo faccio per scrivere una delle mie solite stronzate alle quali non frega a nessuno... So benissimo che la mia visibilità e la visibilità di questo blog sono limitate, ma vorrei comunque fare un appello che se fosse utile anche solo per una persona avrebbe raggiunto il suo obiettivo: pensateci. E non lo dico come psicologo del cazzo che fa il grande. Ve lo dico perchè ci sono passato, e ci sono andato molto vicino... Sapete cosa vuol dire essere alla stazione del treno e vedere arrivarne uno che non ferma e sognare di buttarcisi sotto? Sapete cosa vuol dire andare in balcone all'ultimo piano e provare a stare in bilico sulla ringhiera sperando di cadere? In quei momenti tu sei convinto che facendo quel gesto tu faccia un favore a tutti, ma non è così. Non fai un favore ai tuoi amici, non fai un favore ai tuoi genitori, e soprattutto non lo fai a te stesso. Ma la cosa peggiore è che a volte lo vorresti fare per far provare rimorso ai tuoi nemici, ma non sai che loro continueranno le loro vite; forse sarai nella loro testa qualche mese, o qualche anno... ma loro hanno una vita per dimenticarti. Quindi non buttatevi in qualcosa che non ci appartiene, non spingetevi ad oltrepassare quel limite che ci rende unici, non uniformatevi nella soluzione che non risolve nulla, che lascia aperte porte e scappatoie. 

                                         E ricordatevi: voi siete people, and people are awesome!