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28 luglio 2014

L'inizio della fine

Quasi due mesi dall'ultimo post: sembra che il tempo si sia congelato. Sì, perchè in questi due mesi, nonostante la miriade di esami dati e la miriade di cose fatte, alla fin fine nulla è cambiato. Ho provato la solitudine, ho provato la gioia e il dolore del forever alone. A volte ho creduto di essere pazzo (si, parlavo da solo parecchie ore al giorno), altre avevo solamente bisogno di qualcuno accanto, che prontamente non è mai arrivato. La vita è dura di per sé, ma per fortuna esiste sempre la soluzione ad un problema. Noi pretendiamo la libertà come mezzo per esprimere noi stessi, quando invece vogliamo avere e dare delle regole ferree a cui attenersi. Speriamo in una vita con moglie e figli, sapendo benissimo di andare incontro ad un futuro fatto di rinunce per gli altri. Ma noi tutto questo lo chiamiamo libertà. Erano liberi anche gli schiavi in America se guardiamo il pensiero, ma dove risiede la vera libertà? Quali sono i paletti oltre i quali non si è più liberi? Forse come diceva Michel de Montaigne "La vera libertà consiste nel sapersi dominare in tutte le cose". Ma io non sono nessuno per dare una mia definizione di libertà, quindi per questa volta la risparmio. Negli ultimi giorni mi sono imbattuto in un film molto particolare, a tratti geniale, che mi ha colpito per la visione che si può avere del tutto. Il film è "Lars e una ragazza tutta sua". Molto in breve questa storia parla di Lars e di come faccia fatica a rapportarsi con le altre persone, in particolare con quelle di sesso femminile. La sua reazione alle varie richieste del come mai non ha una ragazza lui reagisce comprandosi una bambola gonfiabile e costruendoci sopra una propria realtà distorta che porta questa bambola ad essere reale e ad avere un background culturale molto simile a quello di Lars. Non proseguo con la storia altrimenti vi rovino il film, in caso lo voleste vedere. Fatto sta che questo fidanzamento con una bambola gonfiabile per me è una meravigliosa denuncia ai rapporti sempre più spesso falsi che esistono tra le persone. Noi facciamo i finti amici e pensiamo di conoscere chi ci circonda, ma è veramente così? Cosa cambia tra l'avere una bambola gonfiabile e una persona a noi sconosciuta al nostro fianco? Probabilmente con la bambola gonfiabile litigheremmo di meno, ma nemmeno questo è certo. Quello che mi lascia basito è la somiglianza di alcuni comportamenti che accadono nel film con la realtà, comportamenti che sono sicuramente più assurdi riferiti ad un rapporto tra esseri umani che tra un uomo e una bambola. Ma a noi sembra esattamente il contrario.

Mi dispiace non essere più presente nel blog, ma come sapete bisogna andare avanti, e forse questo progetto non mi appartiene più. Nel dubbio continuerò a scrivere di tanto in tanto, quando avrò qualcosa di importante da scrivere o quando semplicemente mi sentirò solo. Può anche essere che darò un tema, un lait-moutiv a questo blog, in modo da renderlo utile per altri, oltre che per me stesso. Intanto vi saluto e vi lascio con una bella scena del sopracitato film. Ciao a tutti! 
Il video lo trovate qui (non sono riuscito ad incorporarlo, scusate)

10 maggio 2014

Tornare bambino

Se c'è una cosa di cui sono sempre andato pazzo sono i cartoni animati (o anime che dir si voglia). Sin da quando ero piccolo ho guardato tanti, tanti e ancora tanti cartoni. Diciamo che ancora oggi per me sono un modo per distaccarmi dalla realtà (insieme ai videogiochi, ai quali però servirebbe un capitolo a parte). Io sono cresciuto con Holly e Benji, con Dragonball, City Hunter, Ranma, Sampei e molti altri... Ultimamente mi è capitato di guardare qualche cartone con mio fratello più piccolo e sapete cosa vi dico? Non ci sono più i cartoni di una volta... Lo so che è una frase scontata e sentita mille volte in mille contesti diversi, ma non posso fare a meno di notare come ci sia uno stacco tra i valori che in quelli vecchi volevano essere trasmessi, nonostante la violenza, e invece l'amorfità di quelli nuovi. Non dico che debbano essere profondi come film, ma se riusciamo ad unire l'utile al dilettevole sarebbe ancora meglio. Bisognerebbe unire la spensieratezza del cartone animato con la possibilità di comunicazione che hanno le immagini, soprattutto i disegni. Adesso non vedo un fine nelle azioni dei protagonisti di queste serie, non vedo una morale dietro alle azioni o alle conseguenze. Non riesco a dare una valutazione completamente obiettiva su questo argomento, perchè forse questo cambiamento è dovuto alla società che sta cambiando; forse anche io che ho 20 anni sono "vecchio" rispetto a quello che si richiede... Non necessariamente per l'età, quanto per l'imprinting culturale che ho, che mi hanno trasmesso i miei genitori (soprattutto mio padre) e i miei nonni. Quindi forse sono distaccato rispetto agli altri giovani e questo mi impedisce di capire anche i cartoni fatti per questi giovani. Ma alla fin fine è meglio così: non sono più un bambino e, volente o nolente, devo imparare a crescere e lasciare alle spalle anche questa parte della mia vita (anche se so già che non riuscirò mai).
Oggi ero indeciso se lasciarvi un contributo audio, video o semplicemente un'immagine, quindi ho deciso di darvi tutti e tre. Il primo è un video che riguarda il mio anime preferito in assoluto, mentre per il contributo audio oggi vi propongo una canzone secondo me fantastica "Radioactive" degli Imagine Dragons interpretata dai Pentatonix e Lindsey Stirling.










9 marzo 2014

Chi non muore si rivede!


Buongiorno buongiorno! Mi scuso per la mia assenza nell'ultimo mese, ma sono accadute un saacco di novità e non ho veramente avuto il tempo di mettermi a scrivere i fattacci miei sul blog... Come state? Spero bene quanto me! Non so se ve ne siete accorti ma è iniziata la primavera (anche se in anticipo) e speriamo che questo bel tempo rimanga tale per un bel po' di tempo. Con il sole è arrivato anche il buon umore e con il buon umore è arrivato anche il nuovo colore dei capelli... Ok, sto mentendo: sì, mi sono colorato i capelli (per informazione di colore biondo ossigenato) ma non perchè mi andava, ma bensì per una scommessa persa. Immagino che come tutte le persone che conosco anche voi siate curiosi di sapere cosa ho scommesso. Finora mi sono tenuto la scommessa per me, quindi a conoscerne i termini siamo solo io e lo scommettitore in persona. Questa pazzia risale a circa 6 mesi fa perchè fu decisa tra agosto e settembre dell'anno scorso. La scommessa era su chi, tra me e l'altro, fosse riuscito a fidanzarsi per primo. Premetto che questa scommessa fu decretata in un momento di "difficoltà" (eravamo ubriachi) e scommettemmo che chi avesse perso si sarebbe colorato i capelli di viola-rosa-fucsia. Io mi sono completamente dimenticato di questa scommessa fino alla settimana scorsa, quando lui mi scrisse "hai perso" e subito dopo mi mandò una foto di lui con sua morosa che si baciavano. A quel punto mi tornò tutto in mente con una serie di immagini sfuocate, tipo come succede nei telefilm. Cercando di giustificarmi alla fine siamo arrivati all'accordo che mi sarei comunque colorato i capelli, ma di un colore diciamo meno spinto, quindi abbiamo optato per il biondo. Io non sono una persona che fa troppo caso ai giudizi della gente (si, sono un ipocrita, ma lasciatemi nella mia convinzione) e quindi sono riuscito a resistere tutto sommato agli sguardi misti tra orrore e di sfottò di tutti quelli che mi hanno incrociato da tre giorni a questa parte. Ma vabbè, ormai ci sto facendo il callo, anche se spero che i miei capelli si muovano a ricrescere per poter tagliare sta bruttura. Adesso devo pensare con cosa lasciarvi oggi... Oggi vi lascio con un gruppo che mi piace un sacco e con questa canzone che si addice al sole estivo che troviamo fuori!
 Buona domenica bloggers!

13 febbraio 2014

14 Febbraio

Eh già, anche quest'anno è arrivato il mitico e fatidico 14 febbraio, cioè il giorno in cui tutte le coppiette ti rinfacciano il tuo essere pateticamente solo. Niente da dire, sia chiaro, se fossi al loro posto farei sicuramente la stessa cosa. Ma essendo dall'altra parte ammetto che tutto questo è un po' deprimente. Ma per fortuna ci ho fatto l'abitudine... Adesso che ci penso in vita mia non ho mai festeggiato a S.Valentino, in questo periodo dell'anno sono sempre stato single. Bè, se devo trovare il lato positivo sicuramente non devo spendere in regali e perdere tempo ad organizzare una serata che sicuramente farebbe schifo (non sono per nulla bravo come organizzatore). Ma domani cosa farò? Potrei uscire in cerca di persone disperate quanto me e sperare che l'alcool porti ai risultati sperati. Però finirebbe sicuramente coll'arrivare all'una senza aver concluso nulla e rendendosi conto di che schifo di giorno sia il 14 febbraio. Quindi penso che me ne starò rintanato in casa a guardarmi qualche film o a chattare su chatroulette, giusto per farmi quattro risate. Ma a parte questa disgrazia di S. Valentino domani potrebbe essere l'ennesima svolta della mia vita. Infatti domani devo andare ad una riunione all'università dove viene presentato il programma Erasmus di quest anno. Per chi non lo conoscesse l'Erasmus è un progetto attraverso il quale si ha la possibilità di passare dai 3 ai 12 mesi in un'università estera dove si possa comunque proseguire i propri studi. Questa è un'opportunità da cogliere al volo, perchè ti permette di confrontarti con una realtà ben diversa dalla propria. Unico problema per me: tutte le università proposte non sono in paesi anglofoni, e io, conoscendo solo l'inglese, dovrei impararmi la lingua del paese in pochi mesi. Nonostante questo io so benissimo che se voglio veramente qualcosa non c'è nessuno che mi ferma, quindi se dovessi effettivamente mettermi a studiare francese, spagnolo o tedesco lo farò a testa bassa. E poi, citazione del mio coinquilino che è già andato in Erasmus, "Quello che succede in Erasmus rimane in Erasmus." E qui chiudo. Bye bye!

6 febbraio 2014

Ma sarà colpa della sera?

Vedo sempre più chiaramente che la natura dei miei post dipende dall'ora in cui mi metto sul pc a scrivere... Di giorno, quando sei preso da tutto e da tutti riesci solo a pensare a poche cose e perlopiù cose che ti mettono di buon umore. Ne hai bisogno per affrontare tutto il resto delle ore di luce con energia. Ma quando arriva la notte e mi metto a scrivere a questi orari improbabili mi rendo conto che questa giornata è passata, e con lei tutte le opportunità che portava con se. A volte mi riguardo indietro e mi rammarico per ciò che potevo fare e non ho fatto, altre volte vado semplicemente a letto sapendo di aver dato tutto me stesso, e, perchè no, di essere stato in qualche modo utile per gli altri; e questo non significa certo aver fatto grandi cose (anche perchè no ne sono sicuramente in grado), ma anche solo aver regalato un sorriso per me è importante... Tornando al discorso di prima aggiungo che spesso i miei post serali possono sembrare un po' tristi, ma in fondo non è così. Sì, non sono di certo allegri, ma questo è dovuto al fatto che durante tutta la giornata io ho cercato di essere d'esempio e sprizzare allegria da ogni poro, arrivando così a fine serata senza più nessuna voglia di ridere. Lo so che molto spesso questo si traduce in delle lagne e lamentele da tagliarsi le vene, ma per adesso non ci posso fare più di tanto: è così, punto e stop. Ma fortunatamente non sono sempre ridotto così male... Per fortuna mi è tanto facile disperarmi quanto ridere, a volte unendo le due situazioni creando delle scene tragicomiche. Ma questo è quello che sono. Forse con questo caratteraccio non troverò mai la donna della mia vita, ma sapete cosa vi dico? Amen, vada come vada io non dovrò mai rimpiangere le mie scelte: se sono giuste meglio, se sono sbagliate è inutile piangersi addosso. Se c'è una cosa che i miei cari nonni mi hanno insegnato è che si può rimediare a tutto. L'anno scorso, verso novembre (novembre 2012, scusate parlo in termini di anni scolastici...) ho avuto l'ennesima discussione con mio padre perchè mi ha beccato a marinare la scuola. Diversamente dalle volte precedenti si arrabbiò come mai in vita sua e decise che sarei andato a vivere dai nonni per un po', senza così poter uscire con i miei amici, ecc. Penso sia stato il giorno peggiore della mia vita: vedere la faccia di mio papà così deluso e dover andare dai nonni e dire tutto quello che era successo... mi venivano i sensi di vomito solo a pensarci. Mi aspettavo anche la loro ramanzina, ma questa non arrivò. Mia nonna la prese sul ridere e mi disse che così le sembrava di tornare a quando aveva i figli in casa e mio nonno invece mi disse "Sei veramente dispiaciuto? Se sì non c'è nessun problema! Rimboccati le mani e vedrai che tutto andrà per il meglio!" E sapete cosa successe dopo? Da allora non ho più saltato un giorno di scuola e ho cercato di dare tutto me stesso per far capire che sono cresciuto e che ho imparato la lezione. Secondo me a tutti noi più che qualcuno che ci giudica avremmo bisogno di qualcuno che creda in noi, di qualcuno capace di supportarci e di farci rialzare quando inciampiamo. E questo è ciò che anch'io voglio essere per gli altri: non colui che ti giudica, ma colui che ha fiducia in te e che in te vede più di quello che anche tu pensi. Sono molto lontano dall'essere questo tipo di persona, ma mi sto impegnando, come sempre del resto...

3 febbraio 2014

Il post delle 5

Gli inglesi sono abituati a prendere il thè delle 5, mentre io scrivo il post delle 5. Il post delle 5 è il post della pausa, del relax tra DNA polimerasi e varie (si, sto studiando biologia, si nota?) Ma questo sarà anche il post delle 200 visualizzazioni. Ok, magra consolazione, ma sempre meglio che un calcio nei paesi bassi (come si dice dalle mie parti). Ebbene, qual'è l'argomento di oggi? Oggi parlo di musica, e più precisamente degli Arctic Monkeys. Ormai fanno parte della scena musicale dal 2005, ma io ne sono venuto a conoscenza l'anno scorso, lasciandoli in sospeso fino a qualche giorno fa... Bè, posso solo dirvi che è stata la mia rivelazione: hanno una musicalità introvabile al momento altrove; in alcuni punti ricordano i Muse dei bei tempi, ma allo stesso tempo hanno un ritmo completamente loro e questo lo si ritrova in maniera fantastica nel loro ultimo album. Era da qualche mese ormai che cercavo un nuovo gruppo da ascoltare e bam: il mio migliore amico mi chiede di valutarli ed è subito amore. Ascoltateveli e vedrete che non ne rimarrete delusi.

P.S. Se non avete nulla di meglio da fare premete il bottone sopra il post, così mi fate un piacere gigantesco. A voi costa massimo un minuto, per me è motivante per trovare idee nuove per il blog!!! Danke sehr, thank you so much, grazie mille, grassie!

31 gennaio 2014

Serio o non serio: questo è il dilemma

Facendo rivoltare il povero Shakespeare lo parafraso e mi pongo questo dubbio: come devo affrontare la mia vita? In fondo è la domanda che mi pongo implicitamente in ogni post, ma questa volta voglio affrontarla direttamente. Ho ormai 20 anni e sono uno studente universitario (anche se mi suona ancora strano quando lo dico). L'unico problema è che io mi sento ancora un bambino dentro, non riesco a essere la persona matura che la società mi chiede di essere. Non che questo per ora rappresenti un problema, anzi, vedo che mi permette di vivere alcune situazioni molto più serenamente rispetto ai tanto (forse troppo) cresciuti ventenni che mi circondano. Ma se fino ad ora il problema serio/non serio non si era mai posto perchè sono sempre stato un tipo alla buona, che non ha mai messo pressioni ne sugli altri ne tanto meno su me stesso, adesso ho iniziato a pretendere molto, forse troppo da me stesso: ho preteso di diventare un bel ragazzo, ho preteso di diventare socievole anche se sono una persona molto timida, ho preteso di andare bene all'università e anche a calcio, ho preteso di riuscire a gestire la mia vita senza l'aiuto di nessuno. E una volta che entri in questo "tunnel" (che si chiama anche crescere, almeno penso) non riesci ad uscirne, e la persona spensierata e senza nulla da chiedere alla vita che eri un tempo è svanita, senza lasciare alcuna traccia. E ti rendi conto di non essere più un bambino, e quindi di non poter tornare indietro, e che le esperienze che hai fatto allora non potranno mai più ripetersi. Ma la serietà impone di non guardare al passato, ma di concentrarsi sul presente per dar forma a quel futuro che ognuno di noi sogna. Ma questi discorsi dovrò affrontarli più avanti, quando sarò veramente serio. Per ora per fortuna capisco di non essere ancora serio perchè questo (l'asdf movie) è ancora il mio mondo.




27 gennaio 2014

Crescere

Io sono un sognatore che non crescerà mai, ma questo non è del tutto vero. Ultimamente ho realizzato che a volte non ci accorgiamo nemmeno di crescere; noi pensiamo di riuscire a restare indifferenti a ciò che ci accade, ma non è così. I momenti che viviamo ci modellano e ci trasformano come pongo. Per esempio io ho rivalutato una storia che tutti noi conosciamo: la volpe e l'uva. Da sempre a questo racconto è stata data una lettura che porta a considerare la volpe come autrice di un gesto senza onore, o comunque da non imitare. Io, partendo dalle mie esperienze di questi mesi, non sono totalmente d'accordo. La volpe vede nell'uva il suo obiettivo, che potrebbe benissimo essere assimilato ad un nostro qualsiasi obiettivo nella vita. Ma dopo svariati tentativi la volpe si accorge di non riuscire ad arrivare all'uva e si limita ad abbandonare quel sogno e per darsi una giustificazione si autoconvince che quell'uva è acerba. Sin da quando ero piccolo mi hanno sempre insegnato che questo non è l'atteggiamento giusto per affrontare le difficoltà della vita, e su questo sono d'accordo. Però vorrei aggiungere che non sempre si riesce a raggiungere i propri obiettivi, sia perchè improbabili in partenza, sia perchè ci sono stati eventi che hanno portato questi fuori dalla nostra portata. In questi casi cosa sarebbe meglio fare? Continuare ad inseguire l'impossibile oppure rendersi conto della situazione e ripiegare su qualcos'altro? Certo, se parliamo intellettualmente e filosoficamente la seconda scelta sarebbe moralmente inaccettabile; ma nella nostra vita quante volte ci capita di dover cambiare rotta? E se invece di cambiare rotta noi provassimo imperterriti a continuare per quella strada cosa succederebbe? Ed è qui che si inserisce il passo avanti: non si può generalizzare. Esistono molte situazioni diverse, e ognuna di queste ha bisogno di una risposta diversa: certe volte bisogna continuare senza esitazioni nonostante le difficoltà, altre volte sarebbe meglio capire che rinunciare sarebbe meglio per noi stessi (e per gli altri). E quando l'obiettivo è troppo radicato in noi abbiamo bisogno di dare una giustificazione al nostro fallimento; si può sminuire l'obiettivo (dicendo che l'uva è acerba) oppure si può cercare in qualcos'altro una maggiore motivazione. Tutto questo è partito dalla mia analisi della situazione con Giorgia. Mi sono reso conto che per me lei è come l'uva: bellissima ed inavvicinabile; e io, come la volpe, sto cercando di renderla "acerba", ma ogni sforzo per adesso è inutile. I miei amici mi hanno fatto notare che secondo loro l'opera di autoconvinzione non potrà mai essere completa, perchè in fondo al nostro cuore noi sapremo sempre qual è la verità, ma anche questo per me non è sempre vero: la convinzione che porta le persone a suicidarsi è di questo tipo, cioè si autoconvincono che non ci sia nulla per cui vivere, sapendo comunque benissimo che non è così. Ma continuando a ripetere a se stessi una bugia alla fine si arriva a convincersi della veridicità della cosa, e si compiono atti non sempre intelligenti. Quindi io sono dell'idea che a volte la mossa della volpe possa divenire utile per andare avanti, per chiudere delle pagine del nostro passato che ci tormentano nel presente e che non ci permettono di guardare al futuro con la serenità necessaria per viverlo mettendo in gioco tutta la propria persona.
Detto questo "good night" e vi lascio con LA canzone per tutti quelli che come me non cresceranno mai.

22 gennaio 2014

Lascia passare

Nella vita bisogna anche saper andare avanti, si deve avere la forza di lasciar che le cose vadano come devono andare. Tenere in vita un qualcosa che non ha mai avuto veramente vita è sbagliato. Secondo me esiste un destino: possiamo lottarci contro e cercare di aggirarlo in qualche modo, ma in fin dei conti ci sono dei punti fermi nella nostra vita che ritornano sempre, in qualunque caso. Ho passato gli anni delle superiori a scappare da qualcosa, forse a scappare da me stesso; mi sono rifugiato in comportamenti che non erano miei, mi sono ribellato a qualsiasi imposizione solo per il gusto di farlo. Ma sono arrivato in questo momento a capire come tutto questo non mi abbia mai in verità allontanato da ciò che sono sempre stato e che sempre sarò. In verità mi è sempre piaciuto leggere e imparare cose nuove, ma in questi anni non ho fatto altro che far finta che quelle cose non fossero per me; mi sono sempre intrattenuto in altri modi per non rischiare di sentirmi incolpato per ciò che sono veramente. Qualche anno fa giocavo anche in porta a calcio, e mi piaceva il ruolo. Ma avevo paura: avevo paura di fallire in quello che veramente amo; se anche da giocatore avessi fallito non mi sarei fatto nessun problema, tanto io sapevo di non essere portato per quello. Ma fallire quando ci tieni veramente è diverso. Durante quest'estate dovevo decidere cosa ne avrei fatto del mio futuro, e anche li stavo per non scegliere quello che realmente avrei voluto fare: ero indeciso tra scienze gastronomiche e scienze e tecnologie alimentari, due corsi simili, ma allo stesso tempo diversi. Scienze gastronomiche (sg) era il mio sogno, perchè io vorrei diventare critico culinario, ma scienze e tecnologie alimentari (sta) forse mi avrebbe facilitato nel trovare lavoro. A fine agosto ho fatto l'esame d'ammissione per sta ed ero passato. A quel punto dovevo scegliere se accettare di fare sta vicino casa, o provare a fare l'esame di sg a 250 km da casa (con il rischio di no passarlo e quindi perdere un anno). Dopo qualche giorno di riflessione decisi di non rischiare e percorrere la via più sicura, la via che non mi richiedesse di mettermi in gioco al 100%. Ma evidentemente il progetto per la mia vita era diverso: l'iscrizione era scaduta il giorno precedente, senza possibilità di reiscriversi successivamente. A quel punto non avevo scelta: dovevo inseguire i miei sogni, dovevo andare dove mi portava il mio istinto. E lì ho capito che mai più in vita mia mi sarei tirato indietro per qualcosa che amo fare. Ed è così che mi ritrovo il 22 gennaio ad essere uno studente di scienze gastronomiche, fuori sede, che gioca come portiere in una squadra di calcio a 7 e come ala in una di calcio a 5, che ha deciso di affrontare un programma di flessioni per sentirsi in forma e che gestisce un blog che ha sempre sognato di creare. Manca solo l'amore, ma in quel campo l'importante è avere pazienza, e saper lasciare quando le cose non vanno come vuoi. Vi lascio con la canzone probabilmente più bella del 2013, godetevela!



19 gennaio 2014

Altalena

In questo momento è ciò che più mi rappresenta. Passo dall'essere al top della felicità a momenti in cui nulla sembra andare per il verso giusto. Sarà perchè sono ariete ascendente sagittario (sì, ho scoperto da poco che ariete con questa particolare ascendenza sarebbe uguale a dire un depresso a vita con attimi in cui fa finta di essere felice), sarà semplicemente perchè non sono del tutto normale, sarà perchè non c'è nessuno a riprendermi quando dico cazzate essendo uno studente fuori sede, e quindi per ora la persona più sola a questo mondo; fatto sta che l'unico vero problema nella mia vita in questo momento sembra essere l'amore. Per il resto non mi posso assolutamente lamentare: all'università sta andando molto meglio del previsto con un 29 e un 26 per adesso a referto, mi sto allenando più seriamente che mai e il mio fisico sta migliorando di giorno in giorno, con i miei genitori i rapporti non sono mai stati così buoni, continuo a sentire gli amici di una volta e sto scoprendo dei nuovi amici nei miei due coinquilini... Tutto va alla grande, tranne l'unica cosa che ho desiderato per anni, ma che ogni volta per un motivo o per l'altro mi è sfuggita: un cuore in pace, una situazione stabile, una compagna/complice, una persona con la quale condividere tutto ciò che non mostreresti mai agli altri. E quello che non riesco ancora a capire se quello che sto guardando è il pelo nell'uovo, oppure se più che un pelo questo sia un tronco di albero. Non capisco se sia veramente importante per me quello che sto cercando o se sia semplicemente un vizio di uno che apparentemente sta vivendo la stagione migliore della sua vita finora. E in più la cosa che mi da più fastidio è che avendo un'intera università in cui cercare la mia anima gemella io mi sia intestardito con una ragazza che è già fidanzata e alla quale interesso solo come amico. Ma da brava altalena quale sono spero di passare questo periodo e di attaccarmi con la colla a qualche ragazza con la quale ho qualche possibilità. Incrociamo le dita, e intanto facciamo finta di non essere innamorati.

11 gennaio 2014

Wait for it

Traduzione del titolo: aspetta. Sto aspettando l'arrivo della mia pizza, e nel frattempo ho pensato di dedicare un post ad una serie TV che amo: how I met your mother. Molti di voi la conosceranno di già, ma per chi non l'ha mai vista faccio un brevissimo riassunto. La serie parla di come Ted sia arrivato a conoscere la madre dei suoi futuri figli (ai quali sta raccontando la storia), e queste vicende comprendono i suoi amici Marshall, Lily, Robin e Barney. Il telefilm è molto a tratti: a tratti diventa quasi un non sense, in altri momenti invece diventa molto profondo, ed in qualche modo cerca sempre di darti una morale finale. La cosa che trovo più affascinante è che molte delle situazioni rappresentate fanno parte anche della mia esperienza, e quindi ci si ritrova quasi all'interno del telefilm al posto di uno dei personaggi. Vi consiglio se avete tempo di guardarvelo in streaming, piuttosto che guardare la spazzatura che ultimamente ci offre la televisione... Comunque partendo da questa serie volevo comunque arrivare ad affrontare l'argomento serio della giornata. Ormai da qualche anno mi sto chiedendo se esista effettivamente la mia anima gemella là fuori. Avendo solamente 19 anni per adesso non posso farmi troppi problemi, ma con il passare degli anni il problema si farà sempre più pressante immagino. Bene: Ted si pone questo problema da sempre, e si arriva all'inizio dell'ultima stagione che lui non ha ancora trovato la donna della sua vita, dopo 8 anni in cui gliene sono successe di tutti i colori (non faccio spoiler per chi se lo vorrà vedere). E in alcuni discorsi lui afferma esattamente ciò che penso io, e proprio come me non arriva mai ad una soluzione. Ed è questo il punto da cui partire: nessuna certezza e nessuna soluzione; bisogna affrontare ciò che la vita ci pone davanti senza fare troppi progetti, senza programmare inutilmente a lunghissimo termine (almeno per quanto riguarda la vita sentimentale). E poi c'è Barney, il miglior donnaiolo di New York, colui che è andato a letto con ragazze di più di 200 paesi diversi. Lui è tutto ciò che un ventenne vorrebbe essere, ma anche qui himym (abbreviazione del titolo) insegna che non è oro tutto quel che luccica... Comunque non mi dilungo perchè nel frattempo mi è arrivata la cena. E stasera pizza e "Il padrino"!

8 gennaio 2014

La vita è bella

Cito un film nel mio titolo, ma la citazione per una volta è puramente casuale. Ricordate: la vita è bella. Non importa ciò che ti succede, non ci si dovrebbe mai privare del miglior regalo che qualche Dio o qualche essere più intelligente o che la natura ci ha donato. Senza la nostra vita noi non siamo nulla, e il togliercela non porta a niente. Parlo di questo perchè in questi giorni nella mia città natale una ragazza di 16 anni si è tolta la vita. 16 anni. A questa età non esiste nulla per poterti permettere di pensare che la tua vita non valga più a nulla. E il pensare che in alcuni momenti sono stato più vicino di quanto qualsiasi mio conoscente pensi mi fa restare un po' perplesso. Ma ho riflettuto e ho capito che sarebbe stata solo una stupidaggine, una ragazzata alla quale però non si può porre rimedio. Si può rimediare ad una delusione in amore, a scuola, con la famiglia o con gli amici, ma ad un gesto così estremo no. E questo discorso non lo faccio per scrivere una delle mie solite stronzate alle quali non frega a nessuno... So benissimo che la mia visibilità e la visibilità di questo blog sono limitate, ma vorrei comunque fare un appello che se fosse utile anche solo per una persona avrebbe raggiunto il suo obiettivo: pensateci. E non lo dico come psicologo del cazzo che fa il grande. Ve lo dico perchè ci sono passato, e ci sono andato molto vicino... Sapete cosa vuol dire essere alla stazione del treno e vedere arrivarne uno che non ferma e sognare di buttarcisi sotto? Sapete cosa vuol dire andare in balcone all'ultimo piano e provare a stare in bilico sulla ringhiera sperando di cadere? In quei momenti tu sei convinto che facendo quel gesto tu faccia un favore a tutti, ma non è così. Non fai un favore ai tuoi amici, non fai un favore ai tuoi genitori, e soprattutto non lo fai a te stesso. Ma la cosa peggiore è che a volte lo vorresti fare per far provare rimorso ai tuoi nemici, ma non sai che loro continueranno le loro vite; forse sarai nella loro testa qualche mese, o qualche anno... ma loro hanno una vita per dimenticarti. Quindi non buttatevi in qualcosa che non ci appartiene, non spingetevi ad oltrepassare quel limite che ci rende unici, non uniformatevi nella soluzione che non risolve nulla, che lascia aperte porte e scappatoie. 

                                         E ricordatevi: voi siete people, and people are awesome!

4 gennaio 2014

Il fisico per la vita

Ieri sera mi sono guardato un interessantissimo documentario del 2004: Super size me. Probabilmente ne avrete sentito parlare... Parla di un uomo che per 30 giorni ha provato a mangiare solo da McDonald's, colazione, pranzo e cena. Bè, vi consiglio di guardarlo, perchè poi non quanta voglia avrete di mangiare ancora lì dentro. Io parlo da ipocrita, in quanto penso che mangerò ancora molte volte ai fast food, però a persone più sensibili in materia tutto quello che è successo a quest uomo farà ribrezzo. Non vi anticipo nulla, semmai lo voleste vedere... Comunque il film mi ha fatto venire in mente il rapporto che noi abbiamo con il cibo e con noi stessi. Tornando al medioevo sappiamo che il cibo era visto come il mezzo per equilibrare l'individuo (se volete approfondire consiglio la lettura del libro "Il cibo come cultura" di Montanari, forse il testo meno accademico tra i tanti in materia), quindi la dieta era diversa per ciascun individuo. Adesso la mania che sento più spesso in giro è quella della dieta ipocalorica, cioè con poche calorie per dimagrire. Questo mi pone davanti due problemi: 1 Perchè vuoi dimagrire? 2 Lo sai che le calorie non sono l'unica cosa che fa ingrassare?
Per la prima domanda si potrebbe fare un trattato, perchè per alcune persone dimagrire significa tornare in salute, per altre dimagrire è solo un modo per cercare di essere accettati dalla società... e da loro stessi. Ed è in questo caso che secondo me non ha senso procedere con diete privanti e limitanti in tutti i cibi di questa terra; in questo caso il problema è psicologico e togliere tutto penso sarebbe peggio. Penso che una persona che vede diminuire il proprio peso, nonostante mangi tutto tutto quello che mangiava prima (ovviamente in quantità minori) sia molto più remunerativo. E forse è per questo che negli ultimi anni i dietologi hanno iniziato a cambiare la mentalità della dieta, facendo capire alle persone che possono mangiare tutto ciò che a loro piace, e alzando quindi la loro autostima. E perchè no, se cominciassero a fare qualche sport sono sicuro che vedendo i propri miglioramenti sarebbero sempre più invogliati a tenere il proprio peso forma.
Il secondo punto è più complicato, perchè la moda del momento è farsi la propria dieta in casa, nonostante non si sappia niente di dietologia (pensate che ci sia un corso di laurea apposito per niente?!) arrivando a fare così diete che oltre ad essere ipocaloriche sono anche ipo-molto altro con la conseguenza di far indebolire le persone stesse. 
Ma perchè al giorno d'oggi il corpo è diventato così importante, quasi uno status symbol? Aver cura del proprio corpo è l'aver cura di se stessi, che è un modo di dire "Ehi, sono capace di curare me stesso, quindi sarò in grado di prendermi cura di qualunque cosa in vita mia". Questa è una certezza che noi cerchiamo di far diventar tale: la certezza di sapere chi si è. E il corpo è il primo specchio della persona: se una persona si rispetta fisicamente, si rispetta mentalmente; e se una persona si rispetta mentalmente verrà rispettata anche dagli altri. E questo è un fatto.

Detto questo vado a prepararmi la mia cenetta di stasera formata da cotoletta e piselli con pancetta... 
Buon appetito!!

3 gennaio 2014

Il silenzio più bello


Da ieri e per una settimana sarò in casa da solo, perchè i miei coinquilini sono ancora a casa loro in vacanza, e l'essere completamente solo per qualche giorno mi ha fatto trovare un silenzio magnifico. Io sono socievole come persona, voglio dire che non riuscirei mai a fare una vita completamente da solo, però ogni tanto avere un momento in cui perdersi nei propri pensieri è importante. Ma il silenzio casalingo non è mai completo, tra traffico fuori casa e oggetti che parlano anche senza emettere suoni, il silenzio è compromesso e ci si ritrova a pensare alle solite cose a cui la vita ti pone davanti ogni giorno. Ed è per questo che a me piace scappare nelle mie montagne, nella mia neve. Il silenzio che si trova in montagna è impareggiabile. Provate anche solo a pensare la scena: scendi dalla seggiovia e ti allontani dalle piste fino a quando non senti nulla più che il rumore del tuo snowboard che solca la neve; scendendo ti addentri in un bosco e a metà ti fermi. Ora chiudi gli occhi e puoi sentire una sensazione introvabile altrove. Le uniche cose che senti sono la neve che cade dagli alberi e il tuo cuore che batte. Te ne stai li, seduto sulla tua tavola, e il tempo improvvisamente si ferma: sei al di fuori dei ritmi forsennati che la società moderna ci impone, sei al di fuori di tutti i problemi che ti attanagliano durante la giornata; sei in rapporto strettissimo con la natura che ti circonda e con quel silenzio che le tue orecchie e il tuo cervello non sono più abituati a sentire. Questo silenzio è nuovo per noi, e come qualsiasi cosa nuova ci mette paura, ansia che deriva dalla nostra incapacità di gestirlo, di gestire noi stessi in questa strana situazione. Ma una volta entrati nella giusta mentalità vedrete che tutto prende significato. Io non sono un filosofo o uno scrittore, io non riesco a farvi capire cosa si prova in queste situazioni. L'unica cosa che vi posso dire è che sono esperienze che vi cambiano veramente la vita se vissute fino in fondo. E vi lascio con un video che prende scene del film "The Art of Flight": magnifico.

2 gennaio 2014

Ritorno al nuovo

Ebbene sì, sono tornato avanti, vale a dire che sono tornato nella mia nuova città, nella città dove studio e dove attualmente abito. In questi giorni ho provato un insieme di sentimenti difficili da descrivere: da una parte l'aver rivisto i miei amici mi ha reso felice, ma dall'altra mi sono reso conto che lì io ormai sono fuori luogo, quella città e quelle abitudini forse non mi rappresentano più. Al passare di ogni giorno mi rendevo conto che mi mancava la routine che in questi mesi mi sono creato, mi mancavano le nuove amicizie che ho fatto e mi mancava casa mia, perchè ormai la sento così. Intendiamoci, non stavo male durante le vacanze, anzi, mi sono divertito un sacco tra l'andare in montagna e il capodanno tra amici. Però non so se avete presente la sensazione che si prova quando senti che manca qualcosa... non sai cos'è, ma percepisci che non sei felice al cento per cento. Ma ora è acqua passata, ed è meglio occuparci di questo 2014 che è iniziato. Dio mio, spero solo che quest'anno sia come l'anno scorso: un anno ricco di difficoltà ma anche pieno di nuove porte che si aprono, che in qualche modo ti fanno sentire vivo e all'interno della società. Al 2013 darei il voto 9: tutto perfetto tranne in amore, dove ho avuto un sacco di delusioni; ma sicuramente ho fatto anche tanta esperienza e ho capito di dover usare meno il cervello e di buttarmi più col cuore nelle relazioni, perchè solo così potrò capire quanto tengo realmente ad una persona. E dopo questa parentesi depressa (che sta sempre bene all'interno di un post) vi dico i miei obiettivi di quest'anno, con la promessa di aggiornarci l'anno prossimo per vedere quanto è andato secondo i piani.
Innanzitutto spero di continuare l'università come l'ho cominciata, cioè con entusiasmo e tanta voglia di imparare cose nuove; spero di riuscire a giocare regolarmente nella squadra di calcetto in cui sono entrato da poco; spero di mantenere la stabilità interiore che ho in questo momento, spero di non tornare ad essere depresso come ad ottobre; e, ultima ma non ultima, spero di avere ancora con me Giorgia, perchè in questo momento è forse la persona a cui penso di più ogni giorno. Non mi importa se saremo fidanzati o meno, l'importante è averla sempre al mio fianco, perchè tengo troppo a lei per lasciarla andare. Detto questo auguro a tutti voi un buon 2014 e se volete condividere i vostri obiettivi per quest anno i commenti sono sempre ben accetti!

27 dicembre 2013

Scusate il ritardo

Ritorno in stile poverissimo, senza alcunchè da raccontare, ma giusto per avvisare che sono ancora qua e che in questi giorni non ho scritto perchè sono tornato nella mia città natale e quindi non ho avuto molto tempo. Ne approfitto per augurare a tutti voi un buon natale, e vi do solo un piccolo spunto di riflessione che approfondirò nei prossimi giorni: perchè non riusciamo a goderci questa breve vita così come è? Riflettete utenti, riflettete...

16 dicembre 2013

Aria di cambiamento

Sapete, nella vita di ognuno arriva un momento (in media una volta all'anno) in cui si dice 'basta', e si cerca di cambiare qualcosa della propria vita che non piace. Bene: il 2013 per me può essere archiviato come l'anno dei cambiamenti. Non elencherò tutto quello che mi è successo (altrimenti non saprei cosa scrivere il 31 dicembre! ahahah) ma volevo solo riflettere sul nuovo cambiamento che ho deciso di intraprendere. Ho deciso di cambiare il mio stile. Bè, un cambio di guardaroba non merita tutta questa attenzione, ma forse la merita il motivo per cui faccio questo. Il mio è uno staccarmi totalmente dal mio passato, rompere le catene dall'adolescenza e dagli anni del liceo. Il mio cercare di superare il periodo di felpe, tshirt e jeans a vita bassa è una presa di posizione verso me stesso, è un rendermi conto che i tempi cambiano e che sto crescendo. Devo essere sincero nell'ammettere che è molto difficile cambiare radicalmente la propria persona, però è una cosa che bisogna pur iniziare a fare. Non dico che nel giro di un mese diventerò il tipo da camicia e maglione, ma l'obiettivo è l'arrivare alla laurea come un uomo, e non più come un ragazzo. E il vestire è solo un simbolo; ovvio... se cambiassi solo il mio guardaroba sarebbe tutto inutile: a camicie, scarpe neutre e stile devo accompagnare anche una mentalità diversa. Ma come il titolo del blog stesso dice sono 'un sognatore che non crescerà mai' e questa è la promessa che voglio fare a me stesso: cambia, evolviti, rivoluzionati, mettiti in gioco, ma non perdere mai ciò che ti rende unico, ciò che ti differenzia dalla massa. Ed è questo l'augurio che faccio anche a te, mio lettore/lettrice. E ricordati che una persona che ti vuole cambiare non ti vuole veramente bene: una persona che ti ama ti accetta come sei; ti darà consigli, ti rimproverà, ti dirà che non capisci mai niente, ma in fondo lei non proverà mai a cambiarti, perchè ama te, e non il suo uomo ideale nel quale ti vuole tramutare.

15 dicembre 2013

Punti di vista

Oggi, nella mia consueta ora passata a pensare sdraiato sul mio letto, ho fatto un pensiero che mi ha lasciato perplesso. Mi stavo chiedendo se quando amiamo lo facciamo per gli altri o solo per noi stessi; intendiamoci, in questo caso con amore intendo tutti i tipi di amore: da quello verso i famigliari a quello verso la nostra amata. Ebbene mi chiedevo appunto se l'amare una persona non sia un amare se stessi. Effettivamente se ci pensate difficilmente noi doniamo qualcosa agli altri senza pretendere qualcosa dagli altri, e allo stesso modo quando amiamo pretendiamo di essere amati, altrimenti noi non riusciamo ad amare. Forse dipende dal fatto che per noi l'amore è il vedere in chi abbiamo di fronte una parte di noi stessi, e il fatto di riuscire a conquistarla lo vediamo come un arricchimento personale, che in un modo o nell'altro ci rende più forti. Ma, ripensandoci, è impossibile dire se l'amore è verso noi stessi o verso gli altri quando, dopo millenni di filosofia, non riusciamo nemmeno a dare una vera definizione di amore. Ognuno si è fatto la propria idea di amore, e quest'idea è diversa a seconda delle esperienze che ognuno ha vissuto nella propria vita. Cosa c'è di diverso tra l'amore di un ragazzo e una ragazza rispetto all'amore verso una squadra di calcio? Si condividono momenti di gioia e di dolore in entrambi i casi... O, andando più sul polemico, cosa c'è di diverso tra un amore uomo/donna e uno uomo/uomo o donna/donna? Senza voler entrare nel problema del matrimonio e dell'affidamento dei figli (sul quale non ne so abbastanza per parlare) dico che non ha senso giudicare in modo diverso l'amore tra due persone dello stesso sesso e l'amore tra sessi differenti. A meno che il problema non sia il sesso, quel grande tabù della società moderna, del quale non si può parlare pubblicamente, ma che viene presentato con tutti i doppi sensi possibili a tutte le ore, in TV o nei cartelloni pubblicitari. E a che scopo? Proteggere i minori? Ma per piacere... Secondo voi i più piccoli al sentire la parola sesso si scandalizzano? No, perchè non sanno nemmeno cosa voglia dire! Solo che il darle tanta rilevanza quando entra in un discorso la pone in rilievo per il bambino. E la stessa cosa accade con le parolacce. Però quando si tratta di censurare cartoni animati giapponesi non ci si risparmia mai, vero? Questa è l'ipocrisia di questa nostra Italia di "grandi", che censura battute di One Piece, o Dragon Ball, ma che manda in onda cose come il Grande Fratello che dovrebbero essere vietate per legge... Ma sì, forse questo è solo il mio pessimistico punto di vista, forse è giusto così e quando sarò "grande" me ne renderò conto... Come ti dicono gli adulti quando non vogliono darti una risposta:" Non puoi capire..."

14 dicembre 2013

Studiare...che peso!

Da bravo universitario quale NON sono ogni tanto tocca anche a me mettermi sui libri. Ma scopro che con il passare del tempo diventa sempre più pesante. Intendiamoci, alle superiori ero molto peggio: ero il tipico studente che studia la mattina stessa del compito o dell'interrogazione. Adesso almeno ho la decenza di mettermi qualche giorno prima... Il problema sta nel fatto che per i primi esami parziali l mettermi a studiare era una cosa piacevole, studiavo con interesse i libri assegnati, mentre adesso anche solo leggere 5 pagine diventa un'impresa titanica. Una volta mi dicevo sempre che era un discorso di motivazione, che quando avessi trovato la mia via, le mie materie preferite, avrei cominciato ad impegnarmi seriamente. Bè, forse mi sbagliavo, forse non sarò mai in grado di arrivare a quel livello di studi a cui alcuni secchioni di classe mia arrivavano. Ma oggi sono di buon umore e quindi voglio vedere il bicchiere mezzo pieno: forse posso utilizzare questa poca voglia per riuscire ad esprimere il massimo delle mie capacità in situazioni difficili... Ok, questa era una cazzata... Comunque resta il fatto che per adesso i miei esami universitari sono andati più che bene, con un 30 e un 28 a referto, quindi spero di non rovinare tutto con il prossimo test. Incrociamo le dita!!!

P.S. Data la noiosità di questo post (me ne rendo conto, ma mi andava di scriverlo... e poi il blog è mio, perchè mi faccio problemi?! Vabbè) vi invito ad ascoltarvi questa canzone con orecchie diverse. Provate a leggere il testo e cercate di capirne il valore, nonostante resti una gran tamarrata.

13 dicembre 2013

L'arte del ridere

Oggi parlo di arte, cosa che ho sempre detestato sin da quando ero piccolo. Però mi sono dovuto ricredere di fronte alle vignette dello spagnolo Joan Cornellà (blog). Questo vignettista ha un'incredibile capacità di rendere il proprio linguaggio capibile da tutti, senza sentire il bisogno di ulteriori parole o spiegazioni. L'umorismo di Cornellà è un umorismo nero, deride la morte come solo chi supera il tabù di essa può fare. E forse è anche per questo che lo apprezzo così tanto. Nelle sue opere d'arte possiamo trovare personaggi che muoiono e si feriscono mantenendo sempre quel sorriso che diventa inquietante a tratti. Ma la sua vera genialità forse sta nel trasmettere forti messaggi sociali. Per esempio osservate la seguente vignetta:
Notate come l'uomo preferisca perdere una parte di se stesso piuttosto che rinunciare al proprio cappellino. Secondo il mio punto di vista questa è una gigantesca denuncia contro il materialismo della nostra società odierna, e questo tema viene ripreso più volte da Cornellà. Su google e su facebook ne troverete a centinaia delle sue immagini e vi invito a darci un'occhiata. Lui ci permette di fare quella risata molto amara, che oggi non viene mai vissuta appieno per colpa del perbenismo che si è andato diffondendo negli ultimi anni. Io sto riscoprendo le risate a crepapelle dopo un periodo in cui me ne sono successe di tutti i colori, e grazie a lui adesso mi faccio una risata delle disgrazie. Facendo una doppia citazione finisco con una citazione di Cornellà che in un intervista cita Beckett
"In “Finale di partita” di Beckett, un personaggio dice che non esiste “niente di più divertente della disgrazia”. Questo è certo. La morte è qualcosa che non sappiamo affrontare e quando ci sorprende possiamo solo ridere o piangere."
E di certo ridere è meglio che piangere!