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9 giugno 2016

Solo altri 5 minuti


Frase che tutti noi abbiamo usato almeno un centinaio di volte nella vita. Solo altri 5 minuti... da piccoli lo dicevamo prima di andare a letto, da grandi lo diciamo la mattina prima di alzarci dallo stesso letto. Le stranezze. Ma a parte questo quando vi è capitato di dire questa mitica frase? Personalmente penso che la potrei usare come citazione di me stesso, una specie di laif moutiv che ritorna sempre nella mia vita. Sono sempre stato in ritardo di quei fatidici 5 minuti. Che poi sono diventate ore, giorni, mesi e addirittura anni. La mia crescita è stata sempre scandita da questo concetto di arrivare sempre dopo. Non sono mai stato capace di cogliere le situazioni quando mi si presentavano davanti, ma aspettavo quel tanto che bastava per far sfuggire l'occasione, e come si sa, quando il treno passa o lo si prende il volo o è perso per sempre. Ma questo non mi ha mai preoccupato particolarmente. Ho sempre pensato che un secondo treno sarebbe arrivato, e mi avrebbe portato a destinazione, non importa se è la stessa che avevo pensato all'inizio. E forse questo è il motivo dei 5 minuti: la consapevolezza di avere sempre una seconda, terza, quarta possibilità in qualsiasi cosa faccio. Ed è lì che nasce il mio problema. Non sono abituato a perdere un treno per sempre. Questa è una cosa che mi terrorizza e non so se riuscirò mai a farne l'abitudine. Però questo mi ha dato l'opportunità di imparare. Una lezione di vita non da poco si potrebbe dire: capire che perdere occasioni nella vita oltre che inutile è anche dannoso. Ed è per questo che ho deciso che non perderò più nessuna occasione. In fondo diventare uno Yesman non deve poi essere così male. Ecco, forse non uno che dice di sì a tutto, perchè quello sarebbe stupido e, memore delle mie esperienze passate, finirei con il farmi usare dalle persone; ma uno che dice di sì alla vita (ne ho sicuramente già parlato in un vecchio post, ma ribadisco la cosa) è una persona che fondamentalmente dice di sì alla felicità: accetta quello che gli viene offerto e cerca di trovare il meglio in ogni cosa che fa nella vita. Non arrendersi di fronte alle prime difficoltà, non sprecare il proprio tempo (sì, esattamente come sto facendo adesso, e sì, sono ipocrita) e vivere al massimo ogni esperienza. Questo dovrebbe essere il modo di affrontare ogni giornata. Dovremmo imparare a prendere tutti i lati negativi che la caratterizzano e cercare di imparare. Imparare come affrontare il dolore, imparare a non commettere più gli stessi errori, imparare a vivere. Un giorno una persona importante nella mia vita mi fece un discorso che mi rimase impresso e che vorrei condividere.
Secondo lei noi nella vita abbiamo uno scopo ben preciso. Noi nasciamo per imparare una lezione per ogni vita. Ogni vita ha uno scopo e, una volta raggiunto, il corpo può anche finire lentamente con il perdere la vita stessa. Lei crede nella reincarnazione, quindi ad ogni nostra vita noi impariamo una lezione che non siamo stati in grado di imparare fino ad ora. E così il mondo va avanti, con umani che imparano ad essere animali, ed animali che imparano ad essere umani. Ricchi che imparano ad essere poveri e così via. Quindi cosa dobbiamo fare noi per capire il nostro scopo nella vita? Vivere. Non esiste un modo giusto di vivere, in quanto ognuno di noi è ad un punto diverso della crescita. Più cose abbiamo nella vita più significa che abbiamo sofferto della carenza di tali cose nella vita. E una volta che si ha imparato tutto? Qui le opinioni sono diverse. Dal canto mio ho sempre affermato che è impossibile imparare tutto, e che quindi questo ciclo continuerà presumibilmente all'infinito (stiamo sempre parlando di una cosa pseudo religiosa, quindi non considero nemmeno la scienza in questo discorso). L'altra persona era convinta che si arrivasse ad un punto dove non c'è più nulla da imparare e che quindi l'anima ha fondamentalmente due scelte: ritirarsi nel mondo spirituale assieme a tutti quelli che a loro volta hanno imparato tutto, o decidere di tornare nel mondo per un'altra vita dove cercare di donare la propria sapienza a tutte le anime che sono ancora in cerca di risposte. Teoria molto affascinante dal mio punto di vista. 
Se così fosse il mio è ancora un viaggio lungo verso il sapere tutto, e tutto sommato mi va bene così.
Video del giorno? Rompiamo con il tema anche pesante di questo post e andiamo con un AMV di un anime da guardare assolutamente.. WARNING: One Punch Man con la colonna sonora di Deadpool può solo promettere una cosa...


7 giugno 2016

Scrivi, sciocco! Scrivi!

Invece di andare avanti sembra che qua si stia tornando indietro, se non altro perché non riesco veramente a darmi una continuità di tempo o di contenuti che pubblico in questo posto. Ed è un po' il riassunto di chi sono io alla fin fine. Oggi sono qui nuovamente in veste del procrastinatore per eccellenza, che preferisce scrivere di cazzate piuttosto che mettersi a scrivere la propria tesi. E allora di cosa parliamo oggi? Oggi parlo di un film che ho visto ieri e che mi ha fornito qualche spunto di riflessione. Parlo del film Whiplash, per chi non lo avesse visto lascio il trailer.
 Il film è incentrato sulla storia di un ragazzo che ha come sogno il diventare un batterista professionista, o meglio, il miglior batterista di tutti i tempi. Non vi voglio raccontare troppo, e mi limiterò a dire che nella sua strada troverà un maestro che lo spronerà con metodi "non ortodossi" per così dire. La bellezza di questo film è la potenza con la quale è trasmessa la voglia di arrivare al successo di questo ragazzo. Affronta tutto e tutti per arrivare al suo obiettivo e sembra non ci sia nulla che lo possa fermare. Ma sarà il professore stesso a dargli una lezione di vita, insegnandoli che senza sudare e faticare non si ottiene nulla dalla vita. E questo non si applica solamente al sogno che abbiamo, ma a tutte quelle piccole e grandi cose che influenzano la vita di tutti i giorni. Noi siamo molto bravi a lamentarci della nostra situazione (io per primo), ma molto spesso ci fermiamo a questo. Ci rendiamo conto del problema, ma decidiamo che ignorarlo è meglio di prendere provvedimenti per cercare di risolverlo. Il successo non funziona così. Nella vita può capitare di avere fortuna, di essere le persone giuste nel luogo giusto al momento giusto, ma questo non determina tutto quello che una persona farà o diventerà. Dal momento in cui si ha avuto il colpo di fortuna bisogna lavorare per mantenere questa fortuna. Che si tratti di un lavoro, di un hobby, di una relazione, del proprio fisico o qualsiasi altra cosa, la fortuna va coltivata. Non si può pretendere che le cose si risolvano magicamente da sole, e non si può nemmeno sperare nel colpo di fortuna: se capita meglio, ma altrimenti bisogna capire come guadagnarla questa fortuna. Tante persone mi ripetono che sono fortunato e che comunque stia andando la mia vita è migliore della gran parte delle persone della mia età. Io dico che non è così. Qualsiasi cosa mi sia capitata di buono nella mia vita l'ho cercata disperatamente. La mia fortuna sta nell'avere la capacità di capire le cose al volo, ma non sempre ne riesco a fare buon uso. Nell'altra faccia della medaglia troviamo un problema di concentrazione, o di trovare gli stimoli per lavorare come qualsiasi altra normale persona. Certo, non sono l'unico sfaticato di questo pianeta, ma sicuramente in tante cose mi limito in partenza. E quindi dove si nasconde il segreto di certe (poche) conquiste che mi sono guadagnato? Sta tutto nel volere e nel non aver paura delle conseguenze fino a quando si segue il proprio cuore. Sacrifici. Molti sacrifici. Guardare sempre in faccia le persone che non credono in te per dimostrare loro quanto si sbagliano. Dimostrare al mondo che tu puoi ciò che vuoi, che per quante volte cadi hai la forza per rialzarti e continuare a correre. Le persone pensano che sia semplice la mia vita... Vorrei invitarle a mettersi nei miei panni, nel fare quello che faccio e soprattutto provare quello che provo. La fine è spesso un inizio, o almeno così la società vuole farci credere, ma io la penso diversamente adesso come adesso. La fine è la fine. Non c'è altro. Rappresenta un punto finale di qualcosa che c'è stato e che probabilmente non ci sarà mai più. rappresenta un nuovo inizio? Ovvio, ma un nuovo inizio poteva esistere anche prima della fine. Non abbiamo bisogno di far finire le cose per iniziare quelle nuove. Ed è qui che il mio pensiero si incaglia, sempre, costantemente, senza via d'uscita. Sono incapace di lasciar andare le cose. Quando una cosa funziona e va bene non riesco a saltare nel vuoto e sperare che ci sia qualcosa di meglio. Anzi, non voglio. Non sono alla ricerca come il ragazzo di Whiplash di essere il migliore o di avere la miglior vita possibile. Voglio solo essere in pace con me stesso, trovare un equilibrio che mi permetta di vivere senza la paura del domani, senza la paura di svegliarmi domani trovando un mondo diverso ai miei occhi. Arriverò mai a questa situazione? Non lo so, ma intanto faccio del mio meglio per riuscire nella vita e per essere la persona dei miei sogni.
Un secondo contributo a sorpresa! Siete veramente quello che volete essere?

23 maggio 2016

Andare avanti

Sì, dopo una settimana sono già a pensare ad andare avanti. Non che ne sia particolarmente sicuro, ma penso sia la cosa giusta da fare. Se non altro per non rimanere incastrato, stuck come direbbero gli anglosassoni, in questa vita che non mi appartiene. Io voglio riuscire a vivere la mia vita. Lo voglio veramente. Ma questi mattoni che mi cadono in testa sono sempre più difficili da reggere. Il dolore e la paura che riaccada di nuovo mi bloccano nel fare qualsiasi tipo di passo. Terrorizzato e disilluso dalla vita cerco di guardare oltre al burrone, cerco di non guardare il vuoto sotto i miei piedi e attraversare questo ponte sottile che mi porta nel futuro. Ho perso il mio paracadute che mi avrebbe salvato se fossi caduto, adesso sono solo, ma non per questo mi devo arrendere. Come dico sempre dopo la pioggia può solo venire il sole. Lo so che posso andare oltre a tutto questo e riuscire ad essere abbastanza forte per ricavarne il meglio da tutto questo. Mi sono svegliato da un sogno bellissimo sogno durato un anno e mezzo: è scontato che sia scosso. Ma sono anche cresciuto, sono una persona diversa da quella che ha iniziato questo blog. Sono sicuro dei miei mezzi e so di riuscire ad andare avanti. Per questo non ringrazierò mai quell'angelo che è entrato nella mia vita e mi ha salvato quando più ne avevo bisogno. Mi ha preso per braccio e mi ha indicato la via. E da bravo angelo se ne è andato quando ha visto che ce la potevo fare da solo. Un addio è sempre un addio, ma so che un futuro lo ringrazierò anche per questo. Quel mio angelo tedesco dai capelli rossi, che riusciva a trasformare le mie giornate e che non mi lasciava mai solo. E anche se lei mi dimenticherà, io manterrò la mia promessa: ovunque la vita ci porti e qualsiasi cosa abbia in serbo per noi io la avrò sempre in una parte del mio cuore. Difficile da spiegare a chi non ha mai amato con tutto sè stesso. Saper di aver trovato la propria metà mancante e doverla lasciare per l'ingiustizia di questo mondo. Ma non è tutto perduto. Il karma o qualsiasi forza che regola questo mondo dovrà rendersi conto che dividerci era sbagliato e che meritiamo di realizzare i nostri sogni assieme. Come ci eravamo promessi, come sarebbe stato giusto.

La canzone del giorno arriva direttamente da Alex Turner per colpire nel cuore di chi come me sta affrontando un vento e non riesce realmente ad uscirne. Ma arriverà quel giorno... Deve arrivare...

17 dicembre 2015

Il risveglio del blog


Caspita quanto è passato dall'ultima volta in cui mi sono messo dietro a questa tastiera per scrivere. Nonostante sia passato più di un anno sento tutti gli argomenti (che mi sono prontamente andato a rileggere) così attuali... Chiariamo subito: la mia vita ha preso finalmente una svolta e ormai quei post depressi colorati di un cupo grigio sono passati. Ho obiettivi chiari e vedo dei binari da percorrere, non importa che la strada sia giusta... Al mio fianco c'è sempre Prisca che, tra alti e bassi, mi supporta e mi rende la vita di ogni giorno un po' più semplice. Non sono più appassionato di feste distruttive, ma preferisco spendere le mie serate guardando qualche film o serie tv (si sto diventando vecchio). Ho cominciato anche a scrivere una breve storia nel frattempo, ma, data la mia evidente incapacità a scrivere, ho abbandonato dopo le prime dieci pagine. Solitamente ciò che inizio lo porto a termine, quindi mai dire mai nella vita; nel frattempo mi accontento di leggere e cercare di imparare come rendere per iscritto tutto ciò che passa nella mia testa. Negli ultimi mesi ho rivalutato particolarmente le mie amicizie, constatando che i veri amici sono veramente pochi (come se non lo avessi già saputo) e che gran parte delle persone sono presenti solo nel momento del bisogno... LORO... Che poi in fin dei conti io non sono molto diverso. Come al solito sono sempre bravo a giudicare ma non a vedere obiettivamente le mie azioni.
Insomma in poche parole tutto è cambiato, ma allo stesso tempo nulla lo è. Io resto il solito sognatore che si fida troppo delle persone e che è sempre disposto a perdonare e vedere solamente come salvare le varie situazioni. Ovviamente solo quando mi fa comodo. Ma in fondo penso ormai di aver capito che questo è il vero me stesso, senza quelle maschere che mi sono sempre accusato di portare. Non ne ho più bisogno e spero di non averne mai più bisogno in vita mia. Tante, troppe volte in questo blog ho parlato di cambiamento, senza veramente sapere di cosa parlavo. La mia nuova teoria è che il cambiamento sia costantemente e ossessivamente sopra di noi. Tutto è cambiamento. Tutto è perturbazione del nostro equilibrio. La nostra bravura deve essere nel fronteggiare il cambiamento e saper come reagire ad esso. Domani saremo una persona, seppur leggermente, diversa da oggi e questo è un dato di fatto. Il punto è che questo cambiamento di cui ho sempre parlato in fondo non esiste: non esiste un punto esatto dove si fa inversione di marcia e si torna indietro. Si tratta di una cosa talmente progressiva che non ce ne accorgiamo nemmeno. Andiamo avanti per quella che noi crediamo la nostra strada per poi voltarci indietro e realizzare quanto sia stata tortuosa la via sino ad ora. E una volta che realizzi questo capisci quanto nella tua vita ogni momento sia importante; ogni scelta è un piccolo passo verso la tua destinazione, ovunque essa sia. Io fortunatamente l'ho capito e ora provo a non lasciare più nulla al caso. 
E come ai vecchi tempi, sperando di riprendere a scrivere più costantemente, vi lascio con una canzone: non lasciate che i vostri demoni prendano il sopravvento :)

1 dicembre 2014

L'inquietudine del Natale



Finalmente è arrivato anche il periodo più odiato dell'anno: natale. Ebbene sì, io faccio parte di quella schiera di persone che vede il natale solo come una truffa legalizzata. Milioni di persone si riversano nei negozi per comprare regali che verranno prontamente bidonati entro la fine dell'anno. Natale è anche l'occasione per ritrovarsi molto spesso con parenti con i quali non vuoi avere nulla a che fare, ma che, nel segno della pace natalizia, cercano di sapere tutto della tua vita nonostante ne siano rimasti completamente estranei dallo scorso natale. E poi esistono quei mercatini frequentati dalla peggior specie di persone; da gente che sorride come se la propria vita fosse la migliore al mondo, ma che, nonappena finita questa farsa, torna ad essere più arrogante e burbera di prima. E come dimenticarsi delle nuove generazioni! Ragazzi dai 16 ai 25 anni che decidono che la migliore festa è la discoteca, dove possono cercare di raccattare qualche ragazza dal disperato bisogno di affetto per questi giorni super-coccolosi. Fidanzatini che si ritrovano sulle piste di pattinaggio a fare la dolce coppietta in cui lui o lei è l'unico in grado e l'altra metà sarà come un peso morto da trascinare, peso morto che non ha alcuna intenzione di imparare a pattinare forse perchè in verità le fa schifo. E questi li puoi ritrovare anche sulle piste da sci, dove il fenomeno può essere allargato alle "famiglie felici" che si fanno le vacanze sulla neve coi loro SUV in bella mostra e le varie pellicce da svariate migliaia di euro.
Tutto questo apparire può essere producente per le persone? Per i commercianti sicuramente si, ma mi riservo qualche dubbio per il volgo... Ormai stiamo perdendo ogni briciolo di valori, di ciò che potrebbe essere veramente bello nel natale: passarlo insieme alle persone che AMI (non con migliaia di parenti dei quali conosci a malapena il nome e non con la sciacquetta conosciuta alla viglia in disco mentre eri ubriaco), che non significa solo la famiglia, ma anche con gli amici, perchè loro, quelli veri, ormai rappresentano una seconda famiglia con la quale vale la pena restare.
Questo Natale per me sarà molto speciale perchè mi permetterà di tornare a casa, dove la mia famiglia mi sta aspettando da mesi e dove i miei amici sono pronti a farmi mille domande sulla mia esperienza. Il natale lo dedicherò tutto a loro, loro che mi hanno sopportato per tutti questi anni e che mi dovranno sopportare fino al letto di morte, perchè, come so che io non li abbandonerò mai, so anche che non sarò mai completamente solo finchè loro saranno nella mia vita.
E per il capodanno si vedrà... magari riesco a portare in Italia la mia Prisca, ma per adesso è solo un sogno.
Song of the day:  Breaking Benjamin - Breath

11 giugno 2014

La chimica è tutto

Sarà che ho appena finito di guardare Breaking Bad, sarà perchè dopodomani ho un esame di chimica organica; fatto sta che mi sono reso conto che tutto attorno a noi dipende dalla chimica, non solo la chimica reale, ma anche la chimica intesa come legami, interazioni e reazioni tra persone. Il discorso forse non è dei più azzeccati, ma dovete sapere che quando io parto per la tangente con un'idea è quasi impossibile fermarmi.
Avete mai pensato di vedere le interazioni umane come interazioni tra molecole? Se mettiamo due molecole in un determinato ambiente danno origine a dei prodotti diversi dai reagenti. Io penso che le persone sono molto simili: due persone in due contesti diversi hanno comportamenti diversi e provocano reazioni diverse. Un esempio banale preso dalla mia vita quotidiana? Pensate alla differenza tra voi da sobri e ubriachi. Ora, ognuno si comporta in modo diverso, io divento la persona più allegra e festaiola di questa terra, nessuno mi può fermare; altri diventano tristi e raccontano tutti i loro problemi (questo sono io da sobrio).
Tornando al filo conduttore questo era per spiegare le differenze di comportamento nelle varie situations (scrivere qualche parola in inglese ogni tanto fa figo), ma la "chimica della società" non si limita a questo: alcune molecole reagiscono solo con altre -> noi ci troviamo bene o facciamo certe cose solo con certe persone, operiamo una selezione. Da Breaking Bad, che se non avete ancora visto vi consiglio di vedere perchè merita, si capisce come per cucinare la Met Walt non voglia nessun altro che non sia Jesse (e non vi dico altro per non rovinarvi nulla). E da questi due primi concetti si potrebbe espandere la chimica a tutto, ma io non sto qui per farvi un trattato sulla chimica. Io voglio farvi capire come a volte estrapolare le cose che studiamo dal loro contesto originario e inserirle nella nostra vita ci può far capire cose che forse ci sarebbero sfuggite per sempre: a volte per far avvenire una re(l)azione non basta che le due molecole siano compatibili, a volte serve che l'ambiente sia quello giusto e, in alcuni casi, si ha bisogno di un catalizzatore che spinga le due molecole l'una verso l'altra in modo che riescano a reagire. Ma basta che anche solo uno di questi 3 fattori non ci sia e la reazione non avviene; e tu, come molecola, puoi provare e riprovare a legarti con l'altra molecola, ma se l'energia di attivazione ( energia minima con cui avviene una reazione) non viene raggiunta mi dispiace, ma non ti legherai mai con lei. Ma è anche vero che le molecole reagiscono con più di una molecola, quindi perchè disperarsi per una reazione fallita?
Potrei andare avanti per un'altra ora, ma devo andare a letto, altrimenti chi si alza domani!
E allora vi lascio a riflettere sulla chimica nella vostra vita con questa canzone.
Buonanotte chimici internauti!


6 giugno 2014

Confessioni


Sapete cosa vi dico? Penso sia ora di scoprirmi e di togliere quel mantello di bugie e mezze verità che ricopre questo mio blog. Volete la verità? La verità è che non vorrei mai scrivere qui. Scrivere nel blog è un modo per sfogare rabbia, disperazione e solitudine contro un ipotetico ascoltatore. La verità è che tutto questo serve quando si è tristi e non si ha nessuno accanto a cui confidare il tutto. Solite smancerie direte voi, ma è proprio così... Avete presente i post (anche se pochi) dove ero felice e dicevo che tutto andava bene? Bugie. Niente altro che voler nascondere al mondo, e anche a me stesso, l'essere solo e il non aver nessuno a cui parlare liberamente. Dal 2014 ho scritto poco perchè ho avuto un periodo felice, un periodo in cui sembrava tutto andare per il verso giusto. Con questo non voglio dire che adesso tutto faccia schifo, ma in questo preciso momento sento un vuoto dentro; è causato da Giorgia? Forse sì, forse no, ma sicuramente lei ne è una parte importante. Sto cercando di dimenticare, di andare avanti, di non parlarle e di non rimanerci male quando parla del suo ragazzo. Continua a dire che con lui sta male, ma allora perchè continuare? Perchè obbligarmi (involontariamente sia chiaro) ad andare a studiare un anno all'estero per staccarmi da lei. Perchè? Ma non è solo questo... Vedo che attorno a me tutti pian piano si stanno trovando una ragazza con cui parlare, con cui essere amici prima ancora che fidanzati, e io questo non riesco ad averlo. Provo a dimenticare il tutto e andare avanti, ma continuo a chiedermi cosa sbaglio. Cosa ho in meno rispetto a tanti altri ragazzi della mia età? Probabilmente proprio il fatto di tenere questo blog è una parte importante dei miei problemi, ma al momento non riesco a staccare completamente la spina. Anche sapendo che nessuno leggerà mai tutto ciò ho sempre la speranza che lo scrivere e pensare di condividere con qualcuno il mio dolore possa alleviarlo anche se di poco. E da tutto questo si spiega anche perchè bevo così tanto: quando bevo mi sembra di uscire dalla routine settimanale e mi convinco di poter conquistare il mondo; molte persone che ho conosciuto mi hanno detto che da ubriaco sono una persona migliore, sarà perchè quando si alza il gomito esce la vera propria personalità e la mia non è così male come penso. Ma le altre persone hanno portato a nascondere quella persona tranquilla e solare che sono sotto mezzo metro di terra, in modo da proteggere il vero me stesso dagli attacchi esterni. In fondo io vorrei solo avere qualcuno che tenga a me senza alcun interesse, in modo spensierato. Ma sfortunatamente nella mia vita ho avuto poche persone così: mio papà, i miei nonni e Andrea, il mio migliore amico. Io mi fido ciecamente solo di queste 4 persone nella mia vita ed è forse per questo che sono così solo. Vero anche è che ogni qualvolta abbia cercato di aprirmi con altri ho ricevuto solo mazzate su mazzate. Come va di moda dire adesso #maiunagioia. Ma in fondo la pellaccia dura ormai me la sono fatta, e sono sicuro che supererò il tutto come sempre, con la grinta che mi ha sempre contraddistinto e con la voglia di dimostrare a tutti quanto valgo. Sotto la pelle di Matteo si nasconde il cuore di un leone che continuerà a lottare per tutta la vita, qualsiasi cosa accada. Detto questo mi ritroverete ancora a scrivere? Spero di no con tutto il cuore, ma temo che questo blog dovrà continuare ancora per un po'. E finisco ringraziandovi voi eventuali internauti che mi avete seguito o avete avuto la voglia di leggervi questo ennesimo mattone di post. E se non esiste nessuno che ha letto tutto non importa, io vivrò lo stesso e tutto questo un giorno lo rileggerò come un ricordo lontano. E noi siamo in bilico tra ricordi e previsioni, tra passato e futuro c'è questo filo sottile chiamato presente dove noi prendendo spunto dai ricordi e cercando di predire il futuro cerchiamo di restare in bilico per non cadere nella morte interiore che ci porterebbe alla disperazione.

31 gennaio 2014

Serio o non serio: questo è il dilemma

Facendo rivoltare il povero Shakespeare lo parafraso e mi pongo questo dubbio: come devo affrontare la mia vita? In fondo è la domanda che mi pongo implicitamente in ogni post, ma questa volta voglio affrontarla direttamente. Ho ormai 20 anni e sono uno studente universitario (anche se mi suona ancora strano quando lo dico). L'unico problema è che io mi sento ancora un bambino dentro, non riesco a essere la persona matura che la società mi chiede di essere. Non che questo per ora rappresenti un problema, anzi, vedo che mi permette di vivere alcune situazioni molto più serenamente rispetto ai tanto (forse troppo) cresciuti ventenni che mi circondano. Ma se fino ad ora il problema serio/non serio non si era mai posto perchè sono sempre stato un tipo alla buona, che non ha mai messo pressioni ne sugli altri ne tanto meno su me stesso, adesso ho iniziato a pretendere molto, forse troppo da me stesso: ho preteso di diventare un bel ragazzo, ho preteso di diventare socievole anche se sono una persona molto timida, ho preteso di andare bene all'università e anche a calcio, ho preteso di riuscire a gestire la mia vita senza l'aiuto di nessuno. E una volta che entri in questo "tunnel" (che si chiama anche crescere, almeno penso) non riesci ad uscirne, e la persona spensierata e senza nulla da chiedere alla vita che eri un tempo è svanita, senza lasciare alcuna traccia. E ti rendi conto di non essere più un bambino, e quindi di non poter tornare indietro, e che le esperienze che hai fatto allora non potranno mai più ripetersi. Ma la serietà impone di non guardare al passato, ma di concentrarsi sul presente per dar forma a quel futuro che ognuno di noi sogna. Ma questi discorsi dovrò affrontarli più avanti, quando sarò veramente serio. Per ora per fortuna capisco di non essere ancora serio perchè questo (l'asdf movie) è ancora il mio mondo.




27 gennaio 2014

Crescere

Io sono un sognatore che non crescerà mai, ma questo non è del tutto vero. Ultimamente ho realizzato che a volte non ci accorgiamo nemmeno di crescere; noi pensiamo di riuscire a restare indifferenti a ciò che ci accade, ma non è così. I momenti che viviamo ci modellano e ci trasformano come pongo. Per esempio io ho rivalutato una storia che tutti noi conosciamo: la volpe e l'uva. Da sempre a questo racconto è stata data una lettura che porta a considerare la volpe come autrice di un gesto senza onore, o comunque da non imitare. Io, partendo dalle mie esperienze di questi mesi, non sono totalmente d'accordo. La volpe vede nell'uva il suo obiettivo, che potrebbe benissimo essere assimilato ad un nostro qualsiasi obiettivo nella vita. Ma dopo svariati tentativi la volpe si accorge di non riuscire ad arrivare all'uva e si limita ad abbandonare quel sogno e per darsi una giustificazione si autoconvince che quell'uva è acerba. Sin da quando ero piccolo mi hanno sempre insegnato che questo non è l'atteggiamento giusto per affrontare le difficoltà della vita, e su questo sono d'accordo. Però vorrei aggiungere che non sempre si riesce a raggiungere i propri obiettivi, sia perchè improbabili in partenza, sia perchè ci sono stati eventi che hanno portato questi fuori dalla nostra portata. In questi casi cosa sarebbe meglio fare? Continuare ad inseguire l'impossibile oppure rendersi conto della situazione e ripiegare su qualcos'altro? Certo, se parliamo intellettualmente e filosoficamente la seconda scelta sarebbe moralmente inaccettabile; ma nella nostra vita quante volte ci capita di dover cambiare rotta? E se invece di cambiare rotta noi provassimo imperterriti a continuare per quella strada cosa succederebbe? Ed è qui che si inserisce il passo avanti: non si può generalizzare. Esistono molte situazioni diverse, e ognuna di queste ha bisogno di una risposta diversa: certe volte bisogna continuare senza esitazioni nonostante le difficoltà, altre volte sarebbe meglio capire che rinunciare sarebbe meglio per noi stessi (e per gli altri). E quando l'obiettivo è troppo radicato in noi abbiamo bisogno di dare una giustificazione al nostro fallimento; si può sminuire l'obiettivo (dicendo che l'uva è acerba) oppure si può cercare in qualcos'altro una maggiore motivazione. Tutto questo è partito dalla mia analisi della situazione con Giorgia. Mi sono reso conto che per me lei è come l'uva: bellissima ed inavvicinabile; e io, come la volpe, sto cercando di renderla "acerba", ma ogni sforzo per adesso è inutile. I miei amici mi hanno fatto notare che secondo loro l'opera di autoconvinzione non potrà mai essere completa, perchè in fondo al nostro cuore noi sapremo sempre qual è la verità, ma anche questo per me non è sempre vero: la convinzione che porta le persone a suicidarsi è di questo tipo, cioè si autoconvincono che non ci sia nulla per cui vivere, sapendo comunque benissimo che non è così. Ma continuando a ripetere a se stessi una bugia alla fine si arriva a convincersi della veridicità della cosa, e si compiono atti non sempre intelligenti. Quindi io sono dell'idea che a volte la mossa della volpe possa divenire utile per andare avanti, per chiudere delle pagine del nostro passato che ci tormentano nel presente e che non ci permettono di guardare al futuro con la serenità necessaria per viverlo mettendo in gioco tutta la propria persona.
Detto questo "good night" e vi lascio con LA canzone per tutti quelli che come me non cresceranno mai.

19 gennaio 2014

Altalena

In questo momento è ciò che più mi rappresenta. Passo dall'essere al top della felicità a momenti in cui nulla sembra andare per il verso giusto. Sarà perchè sono ariete ascendente sagittario (sì, ho scoperto da poco che ariete con questa particolare ascendenza sarebbe uguale a dire un depresso a vita con attimi in cui fa finta di essere felice), sarà semplicemente perchè non sono del tutto normale, sarà perchè non c'è nessuno a riprendermi quando dico cazzate essendo uno studente fuori sede, e quindi per ora la persona più sola a questo mondo; fatto sta che l'unico vero problema nella mia vita in questo momento sembra essere l'amore. Per il resto non mi posso assolutamente lamentare: all'università sta andando molto meglio del previsto con un 29 e un 26 per adesso a referto, mi sto allenando più seriamente che mai e il mio fisico sta migliorando di giorno in giorno, con i miei genitori i rapporti non sono mai stati così buoni, continuo a sentire gli amici di una volta e sto scoprendo dei nuovi amici nei miei due coinquilini... Tutto va alla grande, tranne l'unica cosa che ho desiderato per anni, ma che ogni volta per un motivo o per l'altro mi è sfuggita: un cuore in pace, una situazione stabile, una compagna/complice, una persona con la quale condividere tutto ciò che non mostreresti mai agli altri. E quello che non riesco ancora a capire se quello che sto guardando è il pelo nell'uovo, oppure se più che un pelo questo sia un tronco di albero. Non capisco se sia veramente importante per me quello che sto cercando o se sia semplicemente un vizio di uno che apparentemente sta vivendo la stagione migliore della sua vita finora. E in più la cosa che mi da più fastidio è che avendo un'intera università in cui cercare la mia anima gemella io mi sia intestardito con una ragazza che è già fidanzata e alla quale interesso solo come amico. Ma da brava altalena quale sono spero di passare questo periodo e di attaccarmi con la colla a qualche ragazza con la quale ho qualche possibilità. Incrociamo le dita, e intanto facciamo finta di non essere innamorati.

11 gennaio 2014

Wait for it

Traduzione del titolo: aspetta. Sto aspettando l'arrivo della mia pizza, e nel frattempo ho pensato di dedicare un post ad una serie TV che amo: how I met your mother. Molti di voi la conosceranno di già, ma per chi non l'ha mai vista faccio un brevissimo riassunto. La serie parla di come Ted sia arrivato a conoscere la madre dei suoi futuri figli (ai quali sta raccontando la storia), e queste vicende comprendono i suoi amici Marshall, Lily, Robin e Barney. Il telefilm è molto a tratti: a tratti diventa quasi un non sense, in altri momenti invece diventa molto profondo, ed in qualche modo cerca sempre di darti una morale finale. La cosa che trovo più affascinante è che molte delle situazioni rappresentate fanno parte anche della mia esperienza, e quindi ci si ritrova quasi all'interno del telefilm al posto di uno dei personaggi. Vi consiglio se avete tempo di guardarvelo in streaming, piuttosto che guardare la spazzatura che ultimamente ci offre la televisione... Comunque partendo da questa serie volevo comunque arrivare ad affrontare l'argomento serio della giornata. Ormai da qualche anno mi sto chiedendo se esista effettivamente la mia anima gemella là fuori. Avendo solamente 19 anni per adesso non posso farmi troppi problemi, ma con il passare degli anni il problema si farà sempre più pressante immagino. Bene: Ted si pone questo problema da sempre, e si arriva all'inizio dell'ultima stagione che lui non ha ancora trovato la donna della sua vita, dopo 8 anni in cui gliene sono successe di tutti i colori (non faccio spoiler per chi se lo vorrà vedere). E in alcuni discorsi lui afferma esattamente ciò che penso io, e proprio come me non arriva mai ad una soluzione. Ed è questo il punto da cui partire: nessuna certezza e nessuna soluzione; bisogna affrontare ciò che la vita ci pone davanti senza fare troppi progetti, senza programmare inutilmente a lunghissimo termine (almeno per quanto riguarda la vita sentimentale). E poi c'è Barney, il miglior donnaiolo di New York, colui che è andato a letto con ragazze di più di 200 paesi diversi. Lui è tutto ciò che un ventenne vorrebbe essere, ma anche qui himym (abbreviazione del titolo) insegna che non è oro tutto quel che luccica... Comunque non mi dilungo perchè nel frattempo mi è arrivata la cena. E stasera pizza e "Il padrino"!

10 gennaio 2014

Perché?

Ogni giorno penso di pormi questa domanda almeno una decina di volte... Perché faccio questo, perché sono qui, perché scrivo, perché mi ostino a convincere le persone della bontà delle mie idee? La realtà è che "perché?" è la domanda più difficile alla quale rispondere: ci richiede uno sforzo di andare all'origine del problema e trovarne i lati più nascosti. Faccio un esempio personalissimo. Ieri avevo appena finito il mio programma di flessioni (o piegamenti che dir si voglia) e mi sono chiesto: perché sto facendo tutto questo? Se me lo aveste chiesto qualche settimana fa vi avrei risposto che lo facevo per Giorgia, ma avrei mentito a me stesso. Non nego che il tutto è partito da quando ho voluto mettermi in forma per lei, ma con il passare delle settimane mi sono reso conto che adesso non riuscirei più a stare senza la mia dose di ginnastica giornaliera. Con il passare del tempo mi sento sempre più in armonia con me stesso, e a questo punto anche se Giorgia non si è accorta del fisico che sto facendo (nascosto da chili di felpe che porto tuttora, nonostante le buone intenzioni di fine dicembre) non me la prendo e non demordo, perché a questo punto il mio obiettivo è portare a termine questo programma e raggiungere un traguardo che fino a qualche mese fa sembrava impossibile (qui potete trovare il programma). Ma la risposta al perché non è ancora completa. Da ieri ho iniziato a giocare come portiere in una squadra di calcio a 7, ma la prima prestazione non è stata delle migliori: 7-7, che per un ex portiere da calcio a 11 è tremendo... Fatto sta che io, per mia natura ed educazione, sono abituato a dare sempre il massimo in qualunque impegno mi prenda, quindi è un mio obbligo morale tenermi allenato per dare il meglio anche in questa circostanza. Il discorso non sarebbe finito e scavando potrei trovare almeno un'altra decina di perché solo per questa piccola azione che compio. Questo era solo per farvi capire che quando pensate a quello che fanno le altre persone non potete giudicarle così a cuor leggero: probabilmente non avete la minima idea del perché facciano tutto questo.

Vi lascio con una canzone che ho scoperto da poco, ma che secondo me è molto significativa nel testo! 


8 gennaio 2014

La vita è bella

Cito un film nel mio titolo, ma la citazione per una volta è puramente casuale. Ricordate: la vita è bella. Non importa ciò che ti succede, non ci si dovrebbe mai privare del miglior regalo che qualche Dio o qualche essere più intelligente o che la natura ci ha donato. Senza la nostra vita noi non siamo nulla, e il togliercela non porta a niente. Parlo di questo perchè in questi giorni nella mia città natale una ragazza di 16 anni si è tolta la vita. 16 anni. A questa età non esiste nulla per poterti permettere di pensare che la tua vita non valga più a nulla. E il pensare che in alcuni momenti sono stato più vicino di quanto qualsiasi mio conoscente pensi mi fa restare un po' perplesso. Ma ho riflettuto e ho capito che sarebbe stata solo una stupidaggine, una ragazzata alla quale però non si può porre rimedio. Si può rimediare ad una delusione in amore, a scuola, con la famiglia o con gli amici, ma ad un gesto così estremo no. E questo discorso non lo faccio per scrivere una delle mie solite stronzate alle quali non frega a nessuno... So benissimo che la mia visibilità e la visibilità di questo blog sono limitate, ma vorrei comunque fare un appello che se fosse utile anche solo per una persona avrebbe raggiunto il suo obiettivo: pensateci. E non lo dico come psicologo del cazzo che fa il grande. Ve lo dico perchè ci sono passato, e ci sono andato molto vicino... Sapete cosa vuol dire essere alla stazione del treno e vedere arrivarne uno che non ferma e sognare di buttarcisi sotto? Sapete cosa vuol dire andare in balcone all'ultimo piano e provare a stare in bilico sulla ringhiera sperando di cadere? In quei momenti tu sei convinto che facendo quel gesto tu faccia un favore a tutti, ma non è così. Non fai un favore ai tuoi amici, non fai un favore ai tuoi genitori, e soprattutto non lo fai a te stesso. Ma la cosa peggiore è che a volte lo vorresti fare per far provare rimorso ai tuoi nemici, ma non sai che loro continueranno le loro vite; forse sarai nella loro testa qualche mese, o qualche anno... ma loro hanno una vita per dimenticarti. Quindi non buttatevi in qualcosa che non ci appartiene, non spingetevi ad oltrepassare quel limite che ci rende unici, non uniformatevi nella soluzione che non risolve nulla, che lascia aperte porte e scappatoie. 

                                         E ricordatevi: voi siete people, and people are awesome!

27 dicembre 2013

Scusate il ritardo

Ritorno in stile poverissimo, senza alcunchè da raccontare, ma giusto per avvisare che sono ancora qua e che in questi giorni non ho scritto perchè sono tornato nella mia città natale e quindi non ho avuto molto tempo. Ne approfitto per augurare a tutti voi un buon natale, e vi do solo un piccolo spunto di riflessione che approfondirò nei prossimi giorni: perchè non riusciamo a goderci questa breve vita così come è? Riflettete utenti, riflettete...

16 dicembre 2013

Aria di cambiamento

Sapete, nella vita di ognuno arriva un momento (in media una volta all'anno) in cui si dice 'basta', e si cerca di cambiare qualcosa della propria vita che non piace. Bene: il 2013 per me può essere archiviato come l'anno dei cambiamenti. Non elencherò tutto quello che mi è successo (altrimenti non saprei cosa scrivere il 31 dicembre! ahahah) ma volevo solo riflettere sul nuovo cambiamento che ho deciso di intraprendere. Ho deciso di cambiare il mio stile. Bè, un cambio di guardaroba non merita tutta questa attenzione, ma forse la merita il motivo per cui faccio questo. Il mio è uno staccarmi totalmente dal mio passato, rompere le catene dall'adolescenza e dagli anni del liceo. Il mio cercare di superare il periodo di felpe, tshirt e jeans a vita bassa è una presa di posizione verso me stesso, è un rendermi conto che i tempi cambiano e che sto crescendo. Devo essere sincero nell'ammettere che è molto difficile cambiare radicalmente la propria persona, però è una cosa che bisogna pur iniziare a fare. Non dico che nel giro di un mese diventerò il tipo da camicia e maglione, ma l'obiettivo è l'arrivare alla laurea come un uomo, e non più come un ragazzo. E il vestire è solo un simbolo; ovvio... se cambiassi solo il mio guardaroba sarebbe tutto inutile: a camicie, scarpe neutre e stile devo accompagnare anche una mentalità diversa. Ma come il titolo del blog stesso dice sono 'un sognatore che non crescerà mai' e questa è la promessa che voglio fare a me stesso: cambia, evolviti, rivoluzionati, mettiti in gioco, ma non perdere mai ciò che ti rende unico, ciò che ti differenzia dalla massa. Ed è questo l'augurio che faccio anche a te, mio lettore/lettrice. E ricordati che una persona che ti vuole cambiare non ti vuole veramente bene: una persona che ti ama ti accetta come sei; ti darà consigli, ti rimproverà, ti dirà che non capisci mai niente, ma in fondo lei non proverà mai a cambiarti, perchè ama te, e non il suo uomo ideale nel quale ti vuole tramutare.

12 dicembre 2013

Tutto gira attorno ad un pallone

Io sono un grande appassionato di calcio e come tale seguo tutti i maggiori campionati europei, incluse le varie Champions ed Europa League. Da italiano patriota quale non sono tifo l'Arsenal che stasera pur perdendo contro il Napoli (a cui vanno tutti i miei complimenti per la partita e per essere rimasti in corsa per la qualificazione fino all'ultimo). Ma la partita mi ha fatto venire in mente una riflessione: la vita potrebbe essere visto come un campionato in cui bisogna cercare di vincere le partite nonostante gli infortuni e le assenze. Durante la nostra vita troveremo sicuramente persone che ci aiutano in dati momenti, ma che in altri saranno "infortunati" e noi dovremo riuscire a vincere anche senza di loro. Ma come sappiamo le partite non sempre si vincono e nella vita capita anche di perdere contro il destino. L'importante è riuscire a guardare avanti e a capire che ci sono ancora molte partite fino alla fine del campionato, ci sono ancora tante occasioni per rimediare agli errori; e come una squadra cresce durante la stagione, così anche noi dovremo cercare di migliorare noi stessi nel corso di questa vita, senza però mai stravolgere quello che siamo realmente. Non si può certo giocare con i difensori al posto degli attaccanti... e inoltre per vincere un campionato bisogna innanzitutto essere uniti come squadra, ergo bisognerebbe essere sicuri delle proprie capacità. Se si è sicuri di se stessi ci si può più facilmente mettere in gioco con gli altri e tutti i nostri incontri sarebbero molto più utili e importanti nel nostro percorso di crescita. E il calcio in parte questo te lo insegna: non bisogna avere paura degli avversari, altrimenti questi ti ridurranno in polpette; e non bisogna nemmeno compiere l'errore di sottovalutare l'avversario, cioè bisogna dare la giusta importanza alle persone, senza dar loro troppa importanza e avendo comunque rispetto, chiunque loro siano. E come ultima cosa il calcio insegna che il pallone è rotondo, e girando può far diventare l'impossibile possibile, e può tramutare i sogni in realtà...
lì
sempre lì
lì nel mezzo
finchè ce n'hai stai lì

9 dicembre 2013

Il lunedì delle opportunità

Il lunedì per me è sempre un gran giorno per decidere i miei obiettivi settimanali. Eh, si... io programmo la mia vita di settimana in settimana, per venire poi puntualmente smentito dai fatti che mi accadono attorno. Da due mesi a questa parte il mio obiettivo è solo uno: piacere a Giorgia. Giorgia è una mia compagna di corso ed è molto carina, sia fisicamente sia come atteggiamento. Ha un unico "problema": è fidanzata. Io solitamente mi sarei arreso a questa notizia, ma questa volta no. Non so il perchè di tutto questo, ma sento che lei è diversa da qualsiasi altra ragazza che io abbia mai avuto in vita mia. Da quando ho cominciato a parlarci insieme mi sono sempre più perso nei suoi occhi e nelle sue parole. Nella mia vita ho avuto molte cotte, ma c'era qualcosa a suo tempo che mi faceva capire che erano situazioni temporanee, passeggere. Ma questa volta è tutto diverso: da ottobre (cioè da quando ci sono uscito per la prima volta) tutto quello che ho fatto era in qualche modo per lei, dal cominciare a fare attività fisica per avere un fisico che le piacesse, al provare a togliere la mia cadenza dialettale che a lei non piace. Io sono sempre stato contrario al provarci con una ragazza impegnata, ma è più forte di me, non riesco ad allontanarmi da lei. So benissimo che quello che sto facendo adesso probabilmente ci porterà a diventare solo grandi amici, ma per me va bene anche così: pur di starle accanto butterei via tutti i miei sentimenti, butterei via tutto me stesso. Tutti i "seduttori" di internet dicono che non bisogna far sentire la propria amata troppo preziosa, ma cosa ci posso fare se per me è così? Io non riesco ad ignorarla... Ci ho provato, ma dopo la guardo e mi sciolgo come il gelato sotto il sole. So anche che lei non apprezza il romanticismo, ed è per questo che mi rifugio dietro ad un blog: sfogo qui tutto quello che vorrei dirle ma che non vuole sentire, per poi restare un buon amico quando ci vediamo. Dico la verità: lei non è perfetta. Ma proprio le sue imperfezioni a parer mio la rendono più bella. Proprio oggi abbiamo parlato insieme e lei mi ha confidato una sua paura che a me faceva ridere un sacco. E mentre parla di se stessa, e quindi si espone nei miei confronti, vedo i suoi occhi che brillano. Non so se effettivamente siano i suoi occhi, ma lo spettacolo che mi ritrovo di fronte è il più bello al mondo. E questo spettacolo lo vedo per quattro giorni a settimana, e quando arriva il weekend io non vedo l'ora che torni lunedì per rivederla ancora e ancora. E ogni volta che la vedo capisco che lei è il mio muro dei desideri, il mio Wonderwall.

8 dicembre 2013

La libertà di essere me stesso

Cosa c'è dietro tutto quello che siamo e che facciamo? Perchè siamo portati a farci vedere in modo diverso a quello che realmente siamo? Perchè non riusciamo ad essere realmente noi stessi? Il peso della realtà ci opprime e il sapere di non piacere agli altri per quello che si è realmente ci spinge a indossare delle maschere usa e getta, le quali non appena non siano più di moda siamo pronti a gettare nel dimenticatoio. Dov'è finito il tempo dell'onore, quando le persone lottavano per essere liberi, per avere la libertà di essere e non dover fingere per rientrare nella massa. Noi adesso abbiamo questa libertà, ma la sprechiamo ogni giorno, facendoci vedere agli occhi degli altri come quello che loro cercano. Cercare di essere se stessi e di liberarsi da tutte queste falsità fa male, le persone non sono mai pronte a sapere la verità, stanno bene nelle loro dolci bugie. Ma io non riesco a fare tutto questo. Ci ho provato per anni a essere ciò che gli altri volevano, ma tutto quello che ho ottenuto sono stati falsi sorrisi e falsi amici, ma a che prezzo... Ho pagato tutto questo con un dolore interno che mi assale lo stomaco tutte le sere, ripensando a tutto quello che ho mostrato agli altri di me stesso. Ho passato intere notti con la faccia rigata dalle lacrime solo perchè mi sentivo chiuso nella prigione che mi sono costruito. Ho cambiato città, sperando che questo servisse a liberarmi dalle catene. Ma non è stato così: mi sono liberato delle vecchie catene, ma ne ho create di nuove, e questo mi rende ancora più triste. Ho avuto la possibilità di cambiare, ma ho buttato via quest'occasione nel peggiore dei modi. Anche se devo ammettere che non è stata del tutto colpa mia. Io ho provato ad essere me stesso, ma ho visto che così facendo tutti si allontanavano, perchè la verità è che il vero me stesso forse non piace nemmeno a me. Mi hanno detto che ho dei picchi di autostima seguiti da baratri di depressione, ma questo è solamente il susseguirsi delle varie mie personalità che mi sono costruito nella mia vita. Io non sono depresso, e non ho nemmeno un'autostima così elevata come si potrebbe credere. Se agissi come realmente sono me ne fregherei di tutto e di tutti. Io sarei un tipo solitario, capace di non parlare con nessuno per una giornata intera. Non pretendo che gli altri capiscano i miei problemi, ma pretendo il rispetto per ciò che penso, e molto spesso non è così. Io lascio correre sempre su tutto non perchè sono buono, ma perchè non spreco fiato e fatica per rispondere a persone che evidentemente hanno il solo scopo di far cadere il mio piccolo castello di carte che ho cercato di costruire con tanta fatica. Ma questo nessuno lo capisce. Voi preferite litigare con le persone, è la vostra valvola di sfogo. Io penso che litigare sia solo tempo perso, perchè alla fine ognuno resta trincerato nelle proprie posizioni e non si arriva mai ad una soluzione. Ed è questo il problema più grande: nessuno sa cosa vuol dire ascoltare l'opinione altrui, nemmeno io. Forse sarebbe meglio che al posto dell'IPhone ci comprassimo l'Amplifon per ascoltare realmente chi ci sta intorno.