Translate in your language

Visualizzazione post con etichetta amore. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amore. Mostra tutti i post

30 maggio 2016

C'era una volta


C'era una volta un ragazzo felice, che viveva ogni giorno al meglio, sapendo di poter contare su molte persone per sopravvivere in questo mondo. Capitò a questo ragazzo di conoscere quell'infame sentimento che è l'amore. Non vi fu più pace. Alla ricerca di una risposta alle sue domande andava girovagando, barcollando e faticando per le strade, con il suo cuore in mano, in cerca di una persona a cui donarlo. Ma ogni tentativo è vano. Sembra avere il particolare potere di respingere le persone. Tutte amiche, quello sì, ma nessuna disposta a fare un passo oltre. Sperando di aver più fortuna in terra straniera decide di trasferirsi in un'altra città. Altra città, stessi problemi. Se non peggiori. Questa volta ha la brillante idea di restringere il campo ad una sola persona, senza voler cambiare obiettivo per nessun motivo. Sarà la sua fine. Un anno che infernale è dir poco. I fantasmi che pensava aver lasciato a casa tornano a tormentarlo ogni giorni, ogni sera, ogni notte nei suoi sogni più segreti, quelli che non vorresti mai raccontare. Un anno in cui il cupo prende il sopravvento e ogni giorno che passa la luce che sempre risiede nel suo cuore si affievolisce. A quanto pare è ora di cambiare ancora. Di riprendere quel pezzo di cuore che voleva tanto regalare ed andare altrove. Altrove... altrove dove? Più lontano possibile dagli occhi, dalle voci, dai messaggi: lontano da tutto e da tutti. Ed è lì che la scintilla si riaccende. Anzi quella scintilla inizia a bruciare sempre più forte e ben presto si trasforma in un incendio. Incontrollabile. Sembra un fiume in piena, un uragano che spazza via qualsiasi cosa incontra. Sì, anche per lui è arrivato il momento giusto. La persona giusta. Ma il mondo ha altri progetti per lui. Sembra troppo presto per vedere la linea del traguardo. E così gli ostacoli si moltiplicano, le foglie si cominciano ad accumulare sopra questa fiamma che sempre di più si sente soffocare. E soffoca. Lui è ancora lì, fermo, immobile, cercando di capire cosa sia successo, cosa abbia ucciso la sua povera fiamma. Sente che i colori che prima facevano parte della sua vita si stanno tramutando tutti in un grigio che non lascia molte speranze. Vede il futuro, come ha sempre fatto, ma non è quello che stava sognando. Non è quello che lui aveva in mente. La vita va avanti ma lui vorrebbe tornare indietro e cambiare ciò che è stato. E questo è lui adesso: un susseguirsi di rimorsi e dubbi, momenti di speranza che si mischiano quasi inseparabilmente a momenti di pianti isterici. La storia si interrompe bruscamente in questo momento, perchè l'autore non ha ancora deciso se ci debba essere un lieto fine da commedia americana o se debba essere un dramma francese dove alla fine la morale è che la vita fa schifo e non ci si può far nulla. Intanto aspetta...

23 maggio 2016

Andare avanti

Sì, dopo una settimana sono già a pensare ad andare avanti. Non che ne sia particolarmente sicuro, ma penso sia la cosa giusta da fare. Se non altro per non rimanere incastrato, stuck come direbbero gli anglosassoni, in questa vita che non mi appartiene. Io voglio riuscire a vivere la mia vita. Lo voglio veramente. Ma questi mattoni che mi cadono in testa sono sempre più difficili da reggere. Il dolore e la paura che riaccada di nuovo mi bloccano nel fare qualsiasi tipo di passo. Terrorizzato e disilluso dalla vita cerco di guardare oltre al burrone, cerco di non guardare il vuoto sotto i miei piedi e attraversare questo ponte sottile che mi porta nel futuro. Ho perso il mio paracadute che mi avrebbe salvato se fossi caduto, adesso sono solo, ma non per questo mi devo arrendere. Come dico sempre dopo la pioggia può solo venire il sole. Lo so che posso andare oltre a tutto questo e riuscire ad essere abbastanza forte per ricavarne il meglio da tutto questo. Mi sono svegliato da un sogno bellissimo sogno durato un anno e mezzo: è scontato che sia scosso. Ma sono anche cresciuto, sono una persona diversa da quella che ha iniziato questo blog. Sono sicuro dei miei mezzi e so di riuscire ad andare avanti. Per questo non ringrazierò mai quell'angelo che è entrato nella mia vita e mi ha salvato quando più ne avevo bisogno. Mi ha preso per braccio e mi ha indicato la via. E da bravo angelo se ne è andato quando ha visto che ce la potevo fare da solo. Un addio è sempre un addio, ma so che un futuro lo ringrazierò anche per questo. Quel mio angelo tedesco dai capelli rossi, che riusciva a trasformare le mie giornate e che non mi lasciava mai solo. E anche se lei mi dimenticherà, io manterrò la mia promessa: ovunque la vita ci porti e qualsiasi cosa abbia in serbo per noi io la avrò sempre in una parte del mio cuore. Difficile da spiegare a chi non ha mai amato con tutto sè stesso. Saper di aver trovato la propria metà mancante e doverla lasciare per l'ingiustizia di questo mondo. Ma non è tutto perduto. Il karma o qualsiasi forza che regola questo mondo dovrà rendersi conto che dividerci era sbagliato e che meritiamo di realizzare i nostri sogni assieme. Come ci eravamo promessi, come sarebbe stato giusto.

La canzone del giorno arriva direttamente da Alex Turner per colpire nel cuore di chi come me sta affrontando un vento e non riesce realmente ad uscirne. Ma arriverà quel giorno... Deve arrivare...

17 maggio 2016

Tutto ha una fine

Ed è qui tra una lacrima e l'altra, cercando di andare avanti per la mia vita che mi rifugio, come al solito. Mi sono lasciato con la persona più importante della mia vita, con la ragazza con cui avevo progettato il mio futuro, i miei sogni, tutta la mia intera esistenza. E se n'è andata così come è arrivata: come un lampo. Dall'oggi al domani sono solo e tutto quello che ero riuscito ad accantonare in precedenza mi perseguita come uno scheletro che è sempre stato in quell'armadio. Lei era la mia ancora per non andare alla deriva e ora non c'è più. Lontana dai miei occhi, lontana dai miei progetti, ma non dal mio cuore. Non posso pretendere di dimenticare così una persona per la quale ho dato tutto e ho ricevuto la comprensione che mai nessun altro in vita mia mi ha mai dato. Vorrei che tutto questo fosse un brutto sogno, vorrei svegliarmi domani mattina accanto a lei e vivere il resto della mia vita accanto, senza nessun'altra preoccupazione che renderla felice. Si dice che il tempo rimargina le ferite, ma alcune cicatrici restano indelebili e passeranno per sempre di fronte ai miei occhi. Non esistono parole per descrivere cosa sto provando adesso. Ci siamo lasciati mentre ancora ci amavamo e tutto questo fa ancora più male. Fa male pensare a tutto quello che saremmo potuti essere se solo ci fossimo trovati in un altro momento della nostra vita. I miei ricordi sono stupendi e non voglio lasciarli andare con lei. Mi ha insegnato cosa vuol dire realmente amare una persona, essere disposti a lasciarla andare per il suo bene, sapendo che con lei se ne va anche un pezzo di te. La vita è fatta di scelte e questa la abbiamo presa insieme, guardando il più obiettivamente possibile come stavano i fatti. Ma chi ci assicura che questa sia stata la scelta giusta? E se alla fine avessimo trovato un modo per stare assieme? Se ci fossimo venuti incontro? Se fossimo scappati da soli nel nostro sogno? Avrei tanto voluto che tutto questo fosse vero. Penso di non aver mai desiderato così tanto una cosa in vita mia. Sono confuso, distrutto, senza speranza, senza la forza di chiudere questa pagina e guardare avanti al futuro. Non riesco. Non è giusto che la vita ti colpisca così duramente. Secondo Rocky dovrei imparare a rialzarmi, ma non è semplice. Non è semplice andare oltre una relazione che ti aveva portato via tutto, per la quale hai sacrificato molto, moltissimo, ma lo hai fatto con piacere, sapendo che prima o poi la distanza si sarebbe colmata e che avreste finalmente vissuto il vostro sogno. Ma non è stato così. Nulla di quello che avevi programmato è andato come previsto. Le sofferenze sono state troppe per lei e alla fine ha preso la decisione giusta. Non poteva andare avanti così, con il rischio di gettare veramente al vento tutto quello che siete stati. Chi lo sa se tra qualche anno, quando le nostre vite saranno ferme, riusciremo a ritrovarci. In fondo sono ancora quel sognatore e nelle favole è bello crederci.

19 marzo 2016

Un altro sabato sta finendo

Proprio così... Siamo al 19 marzo e la mia è al momento una vita di attesa. Ho deciso di laurearmi a luglio, lunedì inizio il tirocinio e tra aprile e giugno devo fare la bellezza di sei esami: una passeggiata, no?!
Ma non mi lamento, visto che il destino me lo sono scelto da solo... Ho molte idee come al solito e per una volta ho anche dei piani concreti. Ma c'è un ma.. Il ma riguarda il futuro (ne parlo come se fosse una novità, quando in fin dei conti i problemi sono sempre gli stessi). Vedo i giorni passare, vedo tutto quello che ho sempre visto come lontano e improbabile venirmi incontro come un tornado. E non mi sento pronto. Il sentirsi inadeguati alla situazione è una cosa che mi capita spesso, ma solitamente ne esco semplicemente sorridendo e pretendendo di essere assolutamente sicuro di ciò che accade attorno a me.
E come se non bastasse i miei dubbi riguardano anche l'amore... Chiariamoci, sono ancora sicuro dei miei sentimenti per Prisca, ma sono altrettanto convinto che lei si stia stancando. Molti comportamenti mi hanno dato questa impressione, ma il fatto è che le mie preoccupazioni penso siano fondate.
Ammetto che quello che ho fatto è orribile, ma avevo bisogno di risposte. Avevo bisogno di rassicurazioni sul fatto che io stessi programmando la mia vita con una persona che mi ama. Sfortunatamente non sono stato rassicurato, o almeno non del tutto.
Ho sbirciato mentre lei non c'era nelle sue conversazioni facebook, in particolare con un suo caro amico con cui so che lei parla di tutto. Non sapendo cosa cercare di preciso (in quanto speravo di non trovare nulla) ho cercato il mio nome. Non l'avessi mai fatto. Scopro che circa un mese fa lui scrive a lei che secondo lui lei non dovrebbe mollarmi. Perchè le scrive questo? Sapendo già in principio di commettere un errore decido di andare avanti con l'indagine. Non trovo nulla di preciso, altrimenti non sarei qui a dire che ho ancora dei dubbi. L'unica cosa che trovo è che una delle sue migliori amiche le avrebbe detto che se lei non si trova bene con questa situazione dovrebbe mollarmi, prima che la cosa faccia troppo male sia a me che a lei. Il sudore freddo scendeva dalla mia fronte mentre le mie labbra tremavano, non so se di rabbia, di delusione o di cosa. Non ci potevo credere. Vado avanti a leggere. A quel punto il suo amico le dice di scaricare la sua amica e non me (cosa per cui lo ringrazio, nonostante non ci conosciamo), e lei risponde che non sa e vedrà come va il weekend. Piccolo problema: il weekend non è andato bene. Ho un po' incasinato la situazione e avevo già visto che la situazione non era delle migliori, ma mai mi sarei aspettato questo. Resto a fissare lo schermo per qualche minuto. Vorrei piangere, ma nemmeno le lacrime escono dai miei occhi. Spengo il computer, mi butto sul letto e chiudo gli occhi. Penso di tornare indietro nel tempo, ma non saprei cosa fare. Il problema a quanto pare non è mio ma suo. Ma come fare per cambiare le cose? Cosa dovrei inventarmi per non perderla o per farle svuotare il sacco e dirmi cosa sta succedendo? Decido di ingoiare il rospo e fare domande tattiche nei momenti giusti, non badando solo alle parole ma anche alla reazione immediata. Io non penso mi stia tradendo in nessun modo. Penso solo che lei, come me d'altronde, abbia molta confusione in testa. Non sappiamo se finita l'università andremo a vivere assieme ma, se così non fosse, penso che la nostra relazione non potrebbe durare molto. Siamo entrambi molto testardi e quando i punti di vista sono agli antipodi può accadere solo il peggio. Ma quando ne parliamo faccia a faccia tutto esce e la cosa si risolve. Quando se ne parla via messaggio la cosa degenera e conduce ad incomprensioni di livello epico. E di questa cosa se devo essere sincero mi sto stancando. Non di lei, ma del non poterle essere vicino e non poter risolvere qualsiasi problema di persona. Sfortunatamente la scrittura non è il mio talento e questo si traduce con parole o frasi uscite completamente sbagliate, molte volte troppo dure per il tipo di discussione. E se da un lato mi preoccupo di come migliorare la situazione dall'altra capisco che voglia di meglio. Capisco che lei potrebbe avere chiunque e che ce ne sono molti più interessanti, più belli e più gentili, quindi me ne farei una ragione. Ma da tutto questo ho imparato una cosa. Se (facendo tutte le corna del caso) la cosa non dovesse funzionare io non andrò più in cerca dell'amore. Sono cresciuto molto e ho capito che tutto ha una fine, e la fine di un amore ti distrugge dall'interno. Io di questo non ho bisogno. Per tutta la mia vita sono andato all'inseguimento dell'anima gemella, ma ogni volta che penso di averla trovata si rivela una relazione a senso unico. Se non da subito (come in questo caso) alla lunga. E io non ho bisogno di questo. Sarebbe bello, ma mi sono scottato troppe volte. E questa sarebbe la peggiore. Con lei ho condiviso tutto, non mi sono mai aperto con una persona come con lei. Non le ho mai tenuto un segreto, ho sempre condiviso il bene e il male. Quando lei stava male per qualcosa ci stavo (e sto) male anch io. Lo so che potrebbe essere una cosa temporanea e lo spero con tutto il mio cuore. Perchè come lei mi ha insegnato ad amare, mi ha insegnato anche che l'unica persona con cui bisogna fare i conti a fine giornata è se stessi, e se non si è in pace con se stessi non lo si potrà mai essere con nessun altro (penso di averlo già scritto questo concetto, ma perdonatemi, la mia memoria è abbastanza provata..)

Lo so che in realtà la canzone finale ci sta e oggi per caricarvi per il sabato sera vi lascio questa!

18 dicembre 2015

Un altro venerdì sera

Anche oggi mi ritrovo a scrivere ad orari improbabili e anche oggi tutto quello che mi viene in mente riguarda il peggio della giornata.
Giornata iniziata male in quanto sono sfumate (almeno per ora) le mie possibilità di lavorare all'estero nel 2016. Non che questo sia la fine del mondo, ma è tutto quello che sta dietro che rende questo venerdì sera triste, come al solito. Dietro c'è una burocrazia, tipicamente italiana, che non ti permette di inseguire i tuoi sogni fino in fondo. Dietro ci sono professori svogliati che oltre a fare il proprio "compitino" non si impegnano assolutamente per aiutare gli studenti che provano a guardare oltre al giardino di casa propria. Dietro trovo anche il problema di abbandonare una situazione che tutto sommato è comoda.
E questa è una cosa tutt'altro che scontata.
Mi trovo a vivere lontano dalla mia famiglia e dalla mia ragazza, ma allo stesso tempo sento che forse questa vita mi appartiene più di quanto penso. Quanto è buffa la vita... Quando ho iniziato a scrivere su questo blog pensavo a come doveva essere il sapere di aver sempre qualcuno al tuo fianco che ti sorregga, che ti dia sempre un motivo per guardare avanti con serenità. Adesso mi ritrovo in questa situazione agrodolce dove se da una parte sai di avere tale persona, dall'altra non sei più sicuro di cosa stia succedendo tra voi. La distanza di certo non aiuta... e nemmeno la difficoltà nel trovare momenti in cui parlare. Ne ero ben consapevole che non sarebbe stata facile, ma mai avrei pensato di arrivare ad un giorno in cui il pensiero fisso è: ne vale la pena? 
Ne vale la pena... Domanda da 1 milione di dollari...
Ne vale la pena continuare una relazione che sembra lentamente incrinarsi? Ne vale la pena andare a lavorare all'estero, cambiare tutto un'altra volta e non avere mai un posto fisso dove vivere? Ne vale la pena lasciar deteriorare alcuni rapporti con famiglia e parenti per questo? Ne vale la pena programmare la propria vita non solo in base alle proprie esigenze, ma anche in base ad un'altra persona?
Sino ad un mese fa avrei risposto di sì senza nemmeno dubitare, ma ad oggi le cose sono differenti. Non esiste più nessuna certezza nella mia vita, nessun intoccabile, nessun piedistallo immutabile. In fondo se non ti aspetti nulla dalle persone almeno non possono più deluderti, no?
Facile a dirsi...
I piedistalli si creano da soli e l'unico modo per tirarne giù una persona è distruggere il piedistallo stesso. Fortunatamente le persone tendono ad autodistruggerli prima o poi. E con loro si distrugge quel muro chiamato fiducia che non ci permetteva di vedere com'era la realtà delle cose. A quel punto sta a noi capire se quel rapporto personale può continuare come prima o va modificato. Ma modificare significa perdere, e noi spesso non siamo pronti a perdere ciò che fino a 5 minuti prima era considerato intoccabile, quasi un pilastro della nostra vita. E quindi torniamo sui nostri passi e perdoniamo. Perdoniamo anche l'imperdonabile. Ci illudiamo che la realtà non stava dietro a quel muro ma davanti; ci illudiamo che quello che abbiamo scoperto è solo una parentesi, che il nostro piedistallo era motivato.
Insomma gira e rigira troveremo sempre il modo di rivalutare la situazione, nonostante tutto ciò che abbiamo sofferto. 
Persone normali farebbero tabula rasa e ricomincerebbero come se nulla fosse, ma io non sono normale. Io sono attanagliato in mezzo tra il rancore e la speranza, e non riesco a trovare pace. Tutte le persone importanti della mia vita mi hanno ad un certo punto deluso, per un motivo o per l'altro. Chi più, chi meno facilmente li ho perdonati tutti e ho iniziato a ricostruire il piedistallo, sapendo benissimo di non doverlo fare. L'unica cosa che ho imparato è a non aggiungere altre persone nel mio personalissimo regno dei cieli: almeno limito i danni.
Il perdono non è scontato, ma è il primo passo. Forse il perdono che io tanto facilmente concedo è un perdono verso me stesso, un perdono di cui avrei enormemente bisogno. Gran parte della mia vita è fatta da momenti di cui mi pento, momenti in cui col senno di poi avrei agito diversamente. Momenti in cui oltre ad aver deluso persone che a loro volta mi avevano messo sul piedistallo ho anche deluso me stesso. E la mia cocciutaggine non mi ha mai permesso di avere una vera riconciliazione con queste persone: tutto è passato ed ora si comportano come se nulla fosse successo. Ma dentro di me so che non è così. E il mio perdonare in continuazione è il sintomo di questo vero perdono mai avuto e di cui così tanto ho bisogno.
E chissà che nel mio girovagare senza una meta precisa io non trovi ciò di cui sto andando così disperatamente in cerca.
Forse la soluzione sarebbe andare Into the Wild...


13 febbraio 2014

14 Febbraio

Eh già, anche quest'anno è arrivato il mitico e fatidico 14 febbraio, cioè il giorno in cui tutte le coppiette ti rinfacciano il tuo essere pateticamente solo. Niente da dire, sia chiaro, se fossi al loro posto farei sicuramente la stessa cosa. Ma essendo dall'altra parte ammetto che tutto questo è un po' deprimente. Ma per fortuna ci ho fatto l'abitudine... Adesso che ci penso in vita mia non ho mai festeggiato a S.Valentino, in questo periodo dell'anno sono sempre stato single. Bè, se devo trovare il lato positivo sicuramente non devo spendere in regali e perdere tempo ad organizzare una serata che sicuramente farebbe schifo (non sono per nulla bravo come organizzatore). Ma domani cosa farò? Potrei uscire in cerca di persone disperate quanto me e sperare che l'alcool porti ai risultati sperati. Però finirebbe sicuramente coll'arrivare all'una senza aver concluso nulla e rendendosi conto di che schifo di giorno sia il 14 febbraio. Quindi penso che me ne starò rintanato in casa a guardarmi qualche film o a chattare su chatroulette, giusto per farmi quattro risate. Ma a parte questa disgrazia di S. Valentino domani potrebbe essere l'ennesima svolta della mia vita. Infatti domani devo andare ad una riunione all'università dove viene presentato il programma Erasmus di quest anno. Per chi non lo conoscesse l'Erasmus è un progetto attraverso il quale si ha la possibilità di passare dai 3 ai 12 mesi in un'università estera dove si possa comunque proseguire i propri studi. Questa è un'opportunità da cogliere al volo, perchè ti permette di confrontarti con una realtà ben diversa dalla propria. Unico problema per me: tutte le università proposte non sono in paesi anglofoni, e io, conoscendo solo l'inglese, dovrei impararmi la lingua del paese in pochi mesi. Nonostante questo io so benissimo che se voglio veramente qualcosa non c'è nessuno che mi ferma, quindi se dovessi effettivamente mettermi a studiare francese, spagnolo o tedesco lo farò a testa bassa. E poi, citazione del mio coinquilino che è già andato in Erasmus, "Quello che succede in Erasmus rimane in Erasmus." E qui chiudo. Bye bye!

22 gennaio 2014

Lascia passare

Nella vita bisogna anche saper andare avanti, si deve avere la forza di lasciar che le cose vadano come devono andare. Tenere in vita un qualcosa che non ha mai avuto veramente vita è sbagliato. Secondo me esiste un destino: possiamo lottarci contro e cercare di aggirarlo in qualche modo, ma in fin dei conti ci sono dei punti fermi nella nostra vita che ritornano sempre, in qualunque caso. Ho passato gli anni delle superiori a scappare da qualcosa, forse a scappare da me stesso; mi sono rifugiato in comportamenti che non erano miei, mi sono ribellato a qualsiasi imposizione solo per il gusto di farlo. Ma sono arrivato in questo momento a capire come tutto questo non mi abbia mai in verità allontanato da ciò che sono sempre stato e che sempre sarò. In verità mi è sempre piaciuto leggere e imparare cose nuove, ma in questi anni non ho fatto altro che far finta che quelle cose non fossero per me; mi sono sempre intrattenuto in altri modi per non rischiare di sentirmi incolpato per ciò che sono veramente. Qualche anno fa giocavo anche in porta a calcio, e mi piaceva il ruolo. Ma avevo paura: avevo paura di fallire in quello che veramente amo; se anche da giocatore avessi fallito non mi sarei fatto nessun problema, tanto io sapevo di non essere portato per quello. Ma fallire quando ci tieni veramente è diverso. Durante quest'estate dovevo decidere cosa ne avrei fatto del mio futuro, e anche li stavo per non scegliere quello che realmente avrei voluto fare: ero indeciso tra scienze gastronomiche e scienze e tecnologie alimentari, due corsi simili, ma allo stesso tempo diversi. Scienze gastronomiche (sg) era il mio sogno, perchè io vorrei diventare critico culinario, ma scienze e tecnologie alimentari (sta) forse mi avrebbe facilitato nel trovare lavoro. A fine agosto ho fatto l'esame d'ammissione per sta ed ero passato. A quel punto dovevo scegliere se accettare di fare sta vicino casa, o provare a fare l'esame di sg a 250 km da casa (con il rischio di no passarlo e quindi perdere un anno). Dopo qualche giorno di riflessione decisi di non rischiare e percorrere la via più sicura, la via che non mi richiedesse di mettermi in gioco al 100%. Ma evidentemente il progetto per la mia vita era diverso: l'iscrizione era scaduta il giorno precedente, senza possibilità di reiscriversi successivamente. A quel punto non avevo scelta: dovevo inseguire i miei sogni, dovevo andare dove mi portava il mio istinto. E lì ho capito che mai più in vita mia mi sarei tirato indietro per qualcosa che amo fare. Ed è così che mi ritrovo il 22 gennaio ad essere uno studente di scienze gastronomiche, fuori sede, che gioca come portiere in una squadra di calcio a 7 e come ala in una di calcio a 5, che ha deciso di affrontare un programma di flessioni per sentirsi in forma e che gestisce un blog che ha sempre sognato di creare. Manca solo l'amore, ma in quel campo l'importante è avere pazienza, e saper lasciare quando le cose non vanno come vuoi. Vi lascio con la canzone probabilmente più bella del 2013, godetevela!



19 gennaio 2014

Altalena

In questo momento è ciò che più mi rappresenta. Passo dall'essere al top della felicità a momenti in cui nulla sembra andare per il verso giusto. Sarà perchè sono ariete ascendente sagittario (sì, ho scoperto da poco che ariete con questa particolare ascendenza sarebbe uguale a dire un depresso a vita con attimi in cui fa finta di essere felice), sarà semplicemente perchè non sono del tutto normale, sarà perchè non c'è nessuno a riprendermi quando dico cazzate essendo uno studente fuori sede, e quindi per ora la persona più sola a questo mondo; fatto sta che l'unico vero problema nella mia vita in questo momento sembra essere l'amore. Per il resto non mi posso assolutamente lamentare: all'università sta andando molto meglio del previsto con un 29 e un 26 per adesso a referto, mi sto allenando più seriamente che mai e il mio fisico sta migliorando di giorno in giorno, con i miei genitori i rapporti non sono mai stati così buoni, continuo a sentire gli amici di una volta e sto scoprendo dei nuovi amici nei miei due coinquilini... Tutto va alla grande, tranne l'unica cosa che ho desiderato per anni, ma che ogni volta per un motivo o per l'altro mi è sfuggita: un cuore in pace, una situazione stabile, una compagna/complice, una persona con la quale condividere tutto ciò che non mostreresti mai agli altri. E quello che non riesco ancora a capire se quello che sto guardando è il pelo nell'uovo, oppure se più che un pelo questo sia un tronco di albero. Non capisco se sia veramente importante per me quello che sto cercando o se sia semplicemente un vizio di uno che apparentemente sta vivendo la stagione migliore della sua vita finora. E in più la cosa che mi da più fastidio è che avendo un'intera università in cui cercare la mia anima gemella io mi sia intestardito con una ragazza che è già fidanzata e alla quale interesso solo come amico. Ma da brava altalena quale sono spero di passare questo periodo e di attaccarmi con la colla a qualche ragazza con la quale ho qualche possibilità. Incrociamo le dita, e intanto facciamo finta di non essere innamorati.

11 gennaio 2014

Wait for it

Traduzione del titolo: aspetta. Sto aspettando l'arrivo della mia pizza, e nel frattempo ho pensato di dedicare un post ad una serie TV che amo: how I met your mother. Molti di voi la conosceranno di già, ma per chi non l'ha mai vista faccio un brevissimo riassunto. La serie parla di come Ted sia arrivato a conoscere la madre dei suoi futuri figli (ai quali sta raccontando la storia), e queste vicende comprendono i suoi amici Marshall, Lily, Robin e Barney. Il telefilm è molto a tratti: a tratti diventa quasi un non sense, in altri momenti invece diventa molto profondo, ed in qualche modo cerca sempre di darti una morale finale. La cosa che trovo più affascinante è che molte delle situazioni rappresentate fanno parte anche della mia esperienza, e quindi ci si ritrova quasi all'interno del telefilm al posto di uno dei personaggi. Vi consiglio se avete tempo di guardarvelo in streaming, piuttosto che guardare la spazzatura che ultimamente ci offre la televisione... Comunque partendo da questa serie volevo comunque arrivare ad affrontare l'argomento serio della giornata. Ormai da qualche anno mi sto chiedendo se esista effettivamente la mia anima gemella là fuori. Avendo solamente 19 anni per adesso non posso farmi troppi problemi, ma con il passare degli anni il problema si farà sempre più pressante immagino. Bene: Ted si pone questo problema da sempre, e si arriva all'inizio dell'ultima stagione che lui non ha ancora trovato la donna della sua vita, dopo 8 anni in cui gliene sono successe di tutti i colori (non faccio spoiler per chi se lo vorrà vedere). E in alcuni discorsi lui afferma esattamente ciò che penso io, e proprio come me non arriva mai ad una soluzione. Ed è questo il punto da cui partire: nessuna certezza e nessuna soluzione; bisogna affrontare ciò che la vita ci pone davanti senza fare troppi progetti, senza programmare inutilmente a lunghissimo termine (almeno per quanto riguarda la vita sentimentale). E poi c'è Barney, il miglior donnaiolo di New York, colui che è andato a letto con ragazze di più di 200 paesi diversi. Lui è tutto ciò che un ventenne vorrebbe essere, ma anche qui himym (abbreviazione del titolo) insegna che non è oro tutto quel che luccica... Comunque non mi dilungo perchè nel frattempo mi è arrivata la cena. E stasera pizza e "Il padrino"!

10 gennaio 2014

Perché?

Ogni giorno penso di pormi questa domanda almeno una decina di volte... Perché faccio questo, perché sono qui, perché scrivo, perché mi ostino a convincere le persone della bontà delle mie idee? La realtà è che "perché?" è la domanda più difficile alla quale rispondere: ci richiede uno sforzo di andare all'origine del problema e trovarne i lati più nascosti. Faccio un esempio personalissimo. Ieri avevo appena finito il mio programma di flessioni (o piegamenti che dir si voglia) e mi sono chiesto: perché sto facendo tutto questo? Se me lo aveste chiesto qualche settimana fa vi avrei risposto che lo facevo per Giorgia, ma avrei mentito a me stesso. Non nego che il tutto è partito da quando ho voluto mettermi in forma per lei, ma con il passare delle settimane mi sono reso conto che adesso non riuscirei più a stare senza la mia dose di ginnastica giornaliera. Con il passare del tempo mi sento sempre più in armonia con me stesso, e a questo punto anche se Giorgia non si è accorta del fisico che sto facendo (nascosto da chili di felpe che porto tuttora, nonostante le buone intenzioni di fine dicembre) non me la prendo e non demordo, perché a questo punto il mio obiettivo è portare a termine questo programma e raggiungere un traguardo che fino a qualche mese fa sembrava impossibile (qui potete trovare il programma). Ma la risposta al perché non è ancora completa. Da ieri ho iniziato a giocare come portiere in una squadra di calcio a 7, ma la prima prestazione non è stata delle migliori: 7-7, che per un ex portiere da calcio a 11 è tremendo... Fatto sta che io, per mia natura ed educazione, sono abituato a dare sempre il massimo in qualunque impegno mi prenda, quindi è un mio obbligo morale tenermi allenato per dare il meglio anche in questa circostanza. Il discorso non sarebbe finito e scavando potrei trovare almeno un'altra decina di perché solo per questa piccola azione che compio. Questo era solo per farvi capire che quando pensate a quello che fanno le altre persone non potete giudicarle così a cuor leggero: probabilmente non avete la minima idea del perché facciano tutto questo.

Vi lascio con una canzone che ho scoperto da poco, ma che secondo me è molto significativa nel testo! 


2 gennaio 2014

Ritorno al nuovo

Ebbene sì, sono tornato avanti, vale a dire che sono tornato nella mia nuova città, nella città dove studio e dove attualmente abito. In questi giorni ho provato un insieme di sentimenti difficili da descrivere: da una parte l'aver rivisto i miei amici mi ha reso felice, ma dall'altra mi sono reso conto che lì io ormai sono fuori luogo, quella città e quelle abitudini forse non mi rappresentano più. Al passare di ogni giorno mi rendevo conto che mi mancava la routine che in questi mesi mi sono creato, mi mancavano le nuove amicizie che ho fatto e mi mancava casa mia, perchè ormai la sento così. Intendiamoci, non stavo male durante le vacanze, anzi, mi sono divertito un sacco tra l'andare in montagna e il capodanno tra amici. Però non so se avete presente la sensazione che si prova quando senti che manca qualcosa... non sai cos'è, ma percepisci che non sei felice al cento per cento. Ma ora è acqua passata, ed è meglio occuparci di questo 2014 che è iniziato. Dio mio, spero solo che quest'anno sia come l'anno scorso: un anno ricco di difficoltà ma anche pieno di nuove porte che si aprono, che in qualche modo ti fanno sentire vivo e all'interno della società. Al 2013 darei il voto 9: tutto perfetto tranne in amore, dove ho avuto un sacco di delusioni; ma sicuramente ho fatto anche tanta esperienza e ho capito di dover usare meno il cervello e di buttarmi più col cuore nelle relazioni, perchè solo così potrò capire quanto tengo realmente ad una persona. E dopo questa parentesi depressa (che sta sempre bene all'interno di un post) vi dico i miei obiettivi di quest'anno, con la promessa di aggiornarci l'anno prossimo per vedere quanto è andato secondo i piani.
Innanzitutto spero di continuare l'università come l'ho cominciata, cioè con entusiasmo e tanta voglia di imparare cose nuove; spero di riuscire a giocare regolarmente nella squadra di calcetto in cui sono entrato da poco; spero di mantenere la stabilità interiore che ho in questo momento, spero di non tornare ad essere depresso come ad ottobre; e, ultima ma non ultima, spero di avere ancora con me Giorgia, perchè in questo momento è forse la persona a cui penso di più ogni giorno. Non mi importa se saremo fidanzati o meno, l'importante è averla sempre al mio fianco, perchè tengo troppo a lei per lasciarla andare. Detto questo auguro a tutti voi un buon 2014 e se volete condividere i vostri obiettivi per quest anno i commenti sono sempre ben accetti!

16 dicembre 2013

Aria di cambiamento

Sapete, nella vita di ognuno arriva un momento (in media una volta all'anno) in cui si dice 'basta', e si cerca di cambiare qualcosa della propria vita che non piace. Bene: il 2013 per me può essere archiviato come l'anno dei cambiamenti. Non elencherò tutto quello che mi è successo (altrimenti non saprei cosa scrivere il 31 dicembre! ahahah) ma volevo solo riflettere sul nuovo cambiamento che ho deciso di intraprendere. Ho deciso di cambiare il mio stile. Bè, un cambio di guardaroba non merita tutta questa attenzione, ma forse la merita il motivo per cui faccio questo. Il mio è uno staccarmi totalmente dal mio passato, rompere le catene dall'adolescenza e dagli anni del liceo. Il mio cercare di superare il periodo di felpe, tshirt e jeans a vita bassa è una presa di posizione verso me stesso, è un rendermi conto che i tempi cambiano e che sto crescendo. Devo essere sincero nell'ammettere che è molto difficile cambiare radicalmente la propria persona, però è una cosa che bisogna pur iniziare a fare. Non dico che nel giro di un mese diventerò il tipo da camicia e maglione, ma l'obiettivo è l'arrivare alla laurea come un uomo, e non più come un ragazzo. E il vestire è solo un simbolo; ovvio... se cambiassi solo il mio guardaroba sarebbe tutto inutile: a camicie, scarpe neutre e stile devo accompagnare anche una mentalità diversa. Ma come il titolo del blog stesso dice sono 'un sognatore che non crescerà mai' e questa è la promessa che voglio fare a me stesso: cambia, evolviti, rivoluzionati, mettiti in gioco, ma non perdere mai ciò che ti rende unico, ciò che ti differenzia dalla massa. Ed è questo l'augurio che faccio anche a te, mio lettore/lettrice. E ricordati che una persona che ti vuole cambiare non ti vuole veramente bene: una persona che ti ama ti accetta come sei; ti darà consigli, ti rimproverà, ti dirà che non capisci mai niente, ma in fondo lei non proverà mai a cambiarti, perchè ama te, e non il suo uomo ideale nel quale ti vuole tramutare.

15 dicembre 2013

Punti di vista

Oggi, nella mia consueta ora passata a pensare sdraiato sul mio letto, ho fatto un pensiero che mi ha lasciato perplesso. Mi stavo chiedendo se quando amiamo lo facciamo per gli altri o solo per noi stessi; intendiamoci, in questo caso con amore intendo tutti i tipi di amore: da quello verso i famigliari a quello verso la nostra amata. Ebbene mi chiedevo appunto se l'amare una persona non sia un amare se stessi. Effettivamente se ci pensate difficilmente noi doniamo qualcosa agli altri senza pretendere qualcosa dagli altri, e allo stesso modo quando amiamo pretendiamo di essere amati, altrimenti noi non riusciamo ad amare. Forse dipende dal fatto che per noi l'amore è il vedere in chi abbiamo di fronte una parte di noi stessi, e il fatto di riuscire a conquistarla lo vediamo come un arricchimento personale, che in un modo o nell'altro ci rende più forti. Ma, ripensandoci, è impossibile dire se l'amore è verso noi stessi o verso gli altri quando, dopo millenni di filosofia, non riusciamo nemmeno a dare una vera definizione di amore. Ognuno si è fatto la propria idea di amore, e quest'idea è diversa a seconda delle esperienze che ognuno ha vissuto nella propria vita. Cosa c'è di diverso tra l'amore di un ragazzo e una ragazza rispetto all'amore verso una squadra di calcio? Si condividono momenti di gioia e di dolore in entrambi i casi... O, andando più sul polemico, cosa c'è di diverso tra un amore uomo/donna e uno uomo/uomo o donna/donna? Senza voler entrare nel problema del matrimonio e dell'affidamento dei figli (sul quale non ne so abbastanza per parlare) dico che non ha senso giudicare in modo diverso l'amore tra due persone dello stesso sesso e l'amore tra sessi differenti. A meno che il problema non sia il sesso, quel grande tabù della società moderna, del quale non si può parlare pubblicamente, ma che viene presentato con tutti i doppi sensi possibili a tutte le ore, in TV o nei cartelloni pubblicitari. E a che scopo? Proteggere i minori? Ma per piacere... Secondo voi i più piccoli al sentire la parola sesso si scandalizzano? No, perchè non sanno nemmeno cosa voglia dire! Solo che il darle tanta rilevanza quando entra in un discorso la pone in rilievo per il bambino. E la stessa cosa accade con le parolacce. Però quando si tratta di censurare cartoni animati giapponesi non ci si risparmia mai, vero? Questa è l'ipocrisia di questa nostra Italia di "grandi", che censura battute di One Piece, o Dragon Ball, ma che manda in onda cose come il Grande Fratello che dovrebbero essere vietate per legge... Ma sì, forse questo è solo il mio pessimistico punto di vista, forse è giusto così e quando sarò "grande" me ne renderò conto... Come ti dicono gli adulti quando non vogliono darti una risposta:" Non puoi capire..."

10 dicembre 2013

Gli amici sono sempre gli amici

In questi giorni ho cominciato a sentire i miei amici per decidere cosa fare a capodanno: questo sarà il sesto capodanno che passiamo noi tutti insieme. Sono cambiate un sacco di cose da allora: abbiamo finito le superiori, qualcuno ha cominciato a lavorare, qualcuno a studiare e qualcuno si è addirittura trasferito. Ma noi, poveri imbecilli continuiamo a trovarci, dedicando la serata alla nostra compagnia. Nel corso degli anni abbiamo avuto persone diverse che ci hanno fatto compagnia, ma alla fine il nucleo, il centro e il cuore del capodanno siamo rimasti noi quattro. E anche quest'anno io torno su nella mia vecchia città per ritrovarci dopo mesi di assenza. Dove andremmo tutti noi senza gli amici? A me sinceramente fanno un po' pena quelle persone che non riescono ad avere dei buoni amici sui quali sanno di poter contare: io so con certezza che in qualsiasi momento della mia vita se ho un problema posso rivolgermi a loro, e so di trovare un muro su cui sostenermi, o uno psicologo con il quale confidarmi. Penso di non averli mai ringraziati abbastanza per quello che sono e fanno per me. Paradossalmente mi sento meno lontano da casa adesso che sono fisicamente lontano rispetto a qualche mese fa quando ero a casa, ma non li sentivo per giorni. Adesso invece in un modo o nell'altro li sento ogni settimana e questi momenti che condividiamo sono fantastici, mi sento in una famiglia che non mi lascerà mai. Ed è pensando a questa mia forte amicizia che oggi mi sono sorpreso. Da quando sono all'università non ho cercato di fare tante amicizie, perché mi rendo conto che in questo preciso momento della mia vita ho bisogno di pochi buoni amici piuttosto che tanti conoscenti. E infatti da ottobre ho visto abitualmente fuori da scuola solo una compagnia di alcune ragazze, tra le quali figura la mia amatissima Giorgia, ovviamente. Fattostà che proprio oggi chiacchierando con lei scopro che lei non si sente presa in considerazione dalle altre. Io non avevo mai notato questo fatto, sarà perché sono sempre con la testa tra le nuvole quando sono con lei, ma effettivamente facendoci caso ho visto che aveva ragione. Io sono sempre stato un tipo da 'se mi vuoi bene, altrimenti cambio compagnia senza problemi' e ho scoperto che anche lei la pensa allo stesso modo. E adesso dovrei essere combattuto perchè la 'cumpa' si sta per distaccare e devo decidere da che parte stare. Ma come di certo potrete capire l'amore è una calamita troppo forte che può essere staccata solo con un foglio di vera e profonda amicizia nel mezzo, ma non è questo il caso. Io sono deciso a seguire Giorgia ovunque vada e qualunque inciampo prenda io sarò pronto a rialzarla... 
'Cause i'm never going down, i'm never giving up
I'm never gonna leave, so put you're hands up
If you like me, then say you like me


9 dicembre 2013

Il lunedì delle opportunità

Il lunedì per me è sempre un gran giorno per decidere i miei obiettivi settimanali. Eh, si... io programmo la mia vita di settimana in settimana, per venire poi puntualmente smentito dai fatti che mi accadono attorno. Da due mesi a questa parte il mio obiettivo è solo uno: piacere a Giorgia. Giorgia è una mia compagna di corso ed è molto carina, sia fisicamente sia come atteggiamento. Ha un unico "problema": è fidanzata. Io solitamente mi sarei arreso a questa notizia, ma questa volta no. Non so il perchè di tutto questo, ma sento che lei è diversa da qualsiasi altra ragazza che io abbia mai avuto in vita mia. Da quando ho cominciato a parlarci insieme mi sono sempre più perso nei suoi occhi e nelle sue parole. Nella mia vita ho avuto molte cotte, ma c'era qualcosa a suo tempo che mi faceva capire che erano situazioni temporanee, passeggere. Ma questa volta è tutto diverso: da ottobre (cioè da quando ci sono uscito per la prima volta) tutto quello che ho fatto era in qualche modo per lei, dal cominciare a fare attività fisica per avere un fisico che le piacesse, al provare a togliere la mia cadenza dialettale che a lei non piace. Io sono sempre stato contrario al provarci con una ragazza impegnata, ma è più forte di me, non riesco ad allontanarmi da lei. So benissimo che quello che sto facendo adesso probabilmente ci porterà a diventare solo grandi amici, ma per me va bene anche così: pur di starle accanto butterei via tutti i miei sentimenti, butterei via tutto me stesso. Tutti i "seduttori" di internet dicono che non bisogna far sentire la propria amata troppo preziosa, ma cosa ci posso fare se per me è così? Io non riesco ad ignorarla... Ci ho provato, ma dopo la guardo e mi sciolgo come il gelato sotto il sole. So anche che lei non apprezza il romanticismo, ed è per questo che mi rifugio dietro ad un blog: sfogo qui tutto quello che vorrei dirle ma che non vuole sentire, per poi restare un buon amico quando ci vediamo. Dico la verità: lei non è perfetta. Ma proprio le sue imperfezioni a parer mio la rendono più bella. Proprio oggi abbiamo parlato insieme e lei mi ha confidato una sua paura che a me faceva ridere un sacco. E mentre parla di se stessa, e quindi si espone nei miei confronti, vedo i suoi occhi che brillano. Non so se effettivamente siano i suoi occhi, ma lo spettacolo che mi ritrovo di fronte è il più bello al mondo. E questo spettacolo lo vedo per quattro giorni a settimana, e quando arriva il weekend io non vedo l'ora che torni lunedì per rivederla ancora e ancora. E ogni volta che la vedo capisco che lei è il mio muro dei desideri, il mio Wonderwall.